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La Germania estende i controlli alle frontiere terrestri per altri sei mesi

apr 9, 2026
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La Germania estende i controlli alle frontiere terrestri per altri sei mesi
Il governo di coalizione tedesco ha deciso di prolungare i controlli passaporti reintrodotti alle frontiere terrestri con Polonia, Repubblica Ceca, Austria, Danimarca, Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo almeno fino al 15 settembre 2026. Il cancelliere Olaf Scholz ha giustificato l’estensione con un calo del 33% degli ingressi irregolari nel 2025 e l’arresto di quasi 1.900 trafficanti di esseri umani da quando i controlli sono stati reintrodotti alla fine del 2024. La ministra dell’Interno Nancy Faeser ha sottolineato che l’esenzione Schengen resta “mirata e proporzionata”, applicandosi solo ai principali corridoi stradali, ferroviari e di autobus dove le reti di traffico sono più attive.

La Germania estende i controlli alle frontiere terrestri per altri sei mesi


Sebbene le norme UE consentano controlli temporanei per motivi di sicurezza, la mossa tedesca è politicamente delicata perché la libertà di circolazione è un principio fondamentale di Schengen. Berlino ha quindi informato la Commissione Europea e si è impegnata a revisioni mensili dei dati. Per i responsabili della mobilità aziendale il messaggio è chiaro: pendolari transfrontalieri e autisti di logistica dovranno affrontare controlli a campione periodici, quindi passaporti (o carte d’identità tedesche per i cittadini UE) devono essere sempre portati anche per brevi spostamenti nei paesi vicini. Le aziende che inviano regolarmente tecnici da siti polacchi o cechi in Germania dovrebbero prevedere tempi di transito maggiori e tenere a portata di mano i certificati portatili di sicurezza sociale A1.

Con le elezioni federali previste per febbraio 2027, migrazione e sicurezza restano temi caldi. L’opposizione conservatrice CDU/CSU accusa il governo di “selezionare a piacimento le regole di Schengen”, mentre i Verdi avvertono che i controlli prolungati potrebbero danneggiare le catene di approvvigionamento. Le aziende che movimentano merci su camion lamentano già code fino a 45 minuti sull’A4 vicino a Görlitz; la lobby della logistica DSLV stima che ogni ora extra al confine costi circa 80 euro per veicolo. Finché Bruxelles non sarà convinta che la pressione migratoria complessiva si sia attenuata, le imprese devono aspettarsi rinnovi continui dei controlli. I team di mobilità sono invitati a informare i viaggiatori, aggiornare le politiche aziendali di viaggio e monitorare gli avvisi della Polizia Federale per controlli improvvisi sulle strade secondarie.
Fonte: Berlin Today

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