
Lo studio legale londinese Forsters LLP ha pubblicato un grafico sintetico che riassume le modifiche alle tariffe del Home Office entrate in vigore l’8 aprile 2026 e confermate nelle linee guida aggiornate diffuse questa settimana. Le domande per visti turistici fino a sei mesi ora costano £135, con un aumento del 6%. L’Electronic Travel Authorisation (ETA), obbligatoria per i cittadini dei paesi esenti da visto, è salita del 25%, passando da £16 a £20 a viaggiatore. Le tariffe per il visto Skilled Worker sono aumentate di circa il 7%, sia per le domande presentate nel Regno Unito che all’estero, mentre il costo per il permesso di soggiorno permanente (ILR) è ora di £3.226, con un incremento di £197 a richiedente. Lo studio sottolinea che le tariffe per i certificati di sponsorizzazione e per il servizio prioritario restano invariate, ma evidenzia come gli aumenti cumulativi, insieme al maggior Immigration Health Surcharge, incidano significativamente sui budget per le assegnazioni. Ad esempio, una famiglia di quattro persone che richiede il visto Skilled Worker dovrà sostenere costi combinati per visto e IHS superiori a £23.000, senza contare le spese legali o i biglietti aerei. Per le aziende, le nuove linee guida rappresentano un campanello d’allarme per la pianificazione finanziaria: è necessario ricalcolare subito le previsioni di spesa per la mobilità, le indennità di trasferimento e i contributi dei dipendenti per evitare sforamenti di budget. I team dedicati al talento dovrebbero inoltre aggiornare le risorse interne e le lettere di offerta per riflettere il maggior costo dell’ETA, soprattutto per i visitatori frequenti a breve termine, come dirigenti globali o personale di progetto. Secondo Forsters, ulteriori aumenti potrebbero arrivare entro fine anno, in linea con l’obiettivo governativo di un modello di “recupero completo dei costi” per i servizi di immigrazione. Le aziende con un’ampia popolazione mobile sono invitate a fissare le date di presentazione delle domande per bloccare le tariffe attuali o a valutare modelli di lavoro alternativi che riducano la necessità di ingressi ripetuti nel Regno Unito.
Fonte: Forsters LLP
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