
Il Ministero degli Affari Interni indiano ha pubblicato un nuovo tariffario completo per i servizi dedicati agli Overseas Citizen of India (OCI), la prima revisione in oltre un decennio. A partire dal 1° aprile 2026, per le nuove registrazioni effettuate in India sarà previsto un costo di ₹15.000 (circa 275 dollari USA se presentato dall’estero), mentre il rinnovo dovuto a un nuovo passaporto o a modifiche dei dati personali costerà 25 dollari USA. La sostituzione di libretti smarriti o danneggiati e la conversione da PIO a OCI avranno un costo di 100 dollari USA.
Particolarmente rilevante è la clausola di conformità inserita nella circolare: i titolari di carta OCI dovranno aggiornare il proprio profilo online entro tre mesi dal rilascio di un nuovo passaporto, pena una sanzione di 25 dollari USA. Secondo il ministero, questa misura migliorerà l’integrità dei dati e consentirà agli agenti di immigrazione di confrontare istantaneamente i dati biometrici con quelli del passaporto ai varchi elettronici.
Per le aziende multinazionali, le nuove regole impongono ai team di mobilità di monitorare con la stessa attenzione il rinnovo dei passaporti dei dipendenti, così come la scadenza dei permessi di lavoro. Le imprese con un ampio numero di lavoratori di ritorno dall’India impegnati in incarichi internazionali dovrebbero integrare queste scadenze nei sistemi HRIS per evitare che i dipendenti vengano bloccati negli aeroporti indiani o multati retroattivamente.
Le società di gestione viaggi (TMC) segnalano che alcuni viaggiatori sono già stati invitati a mostrare la prova dell’aggiornamento obbligatorio ai controlli di immigrazione di Delhi e Bengaluru, nonostante la sanzione ufficiale entri in vigore solo a luglio. Per questo motivo, si raccomanda ai titolari OCI di accedere subito al portale governativo e caricare i dati del nuovo passaporto.
La razionalizzazione delle tariffe avvicina l’India a strutture di costo simili a quelle di mercati come Emirati Arabi Uniti e Singapore, dove i documenti di lunga durata per la diaspora prevedono costi di elaborazione tra 250 e 300 dollari USA. Tuttavia, la sanzione per aggiornamenti tardivi rappresenta una novità e potrebbe diventare un modello seguito da altre giurisdizioni per mantenere aggiornati i database degli espatriati.
Particolarmente rilevante è la clausola di conformità inserita nella circolare: i titolari di carta OCI dovranno aggiornare il proprio profilo online entro tre mesi dal rilascio di un nuovo passaporto, pena una sanzione di 25 dollari USA. Secondo il ministero, questa misura migliorerà l’integrità dei dati e consentirà agli agenti di immigrazione di confrontare istantaneamente i dati biometrici con quelli del passaporto ai varchi elettronici.
Per le aziende multinazionali, le nuove regole impongono ai team di mobilità di monitorare con la stessa attenzione il rinnovo dei passaporti dei dipendenti, così come la scadenza dei permessi di lavoro. Le imprese con un ampio numero di lavoratori di ritorno dall’India impegnati in incarichi internazionali dovrebbero integrare queste scadenze nei sistemi HRIS per evitare che i dipendenti vengano bloccati negli aeroporti indiani o multati retroattivamente.
Le società di gestione viaggi (TMC) segnalano che alcuni viaggiatori sono già stati invitati a mostrare la prova dell’aggiornamento obbligatorio ai controlli di immigrazione di Delhi e Bengaluru, nonostante la sanzione ufficiale entri in vigore solo a luglio. Per questo motivo, si raccomanda ai titolari OCI di accedere subito al portale governativo e caricare i dati del nuovo passaporto.
La razionalizzazione delle tariffe avvicina l’India a strutture di costo simili a quelle di mercati come Emirati Arabi Uniti e Singapore, dove i documenti di lunga durata per la diaspora prevedono costi di elaborazione tra 250 e 300 dollari USA. Tuttavia, la sanzione per aggiornamenti tardivi rappresenta una novità e potrebbe diventare un modello seguito da altre giurisdizioni per mantenere aggiornati i database degli espatriati.
Fonte: Business Today
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