
Un disegno di legge sull'immigrazione di ampio respiro, presentato alla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti il 22 aprile e formalmente intitolato End H-1B Visa Abuse Act del 2026, colpirebbe ogni fase del consolidato percorso dei talenti indiani verso l’America. La bozza di legge propone un blocco triennale sull’emissione di nuovi visti H-1B, riduce il tetto annuale a 25.000, abolisce il programma post-studio Optional Practical Training (OPT), stabilisce un salario minimo di 200.000 dollari per i datori di lavoro richiedenti e vieta persino ai lavoratori temporanei di ottenere la residenza permanente. Studenti, professionisti e aziende di outsourcing indiani sarebbero i primi a subirne le conseguenze. Gli indiani rappresentano circa il 70% di tutti i beneficiari di visti H-1B e costituiscono di gran lunga il più grande gruppo di studenti F-1. Avvocati specializzati in immigrazione, interpellati a Washington e Hyderabad, avvertono che la combinazione di restrizioni su OPT e H-1B eliminerebbe l’unico ponte affidabile tra lauree statunitensi e lavoro negli USA, costringendo i laureati a rivolgersi a Canada, Regno Unito e Australia. Per le grandi aziende IT con sede in India e per le società della Silicon Valley che subappaltano a queste, una pausa triennale sugli H-1B potrebbe spingere i team di progetto offshore, invertendo la tendenza post-pandemica verso il personale in loco. Avvocati esperti sottolineano che l’approvazione del disegno di legge non è affatto scontata: qualsiasi misura sull’immigrazione deve superare la soglia di 60 voti per il filibuster al Senato, e proposte simili di linea dura si sono arenate negli ultimi anni. Tuttavia, i responsabili della mobilità aziendale non possono ignorare il segnale politico. Se anche solo alcuni elementi — come un sistema di selezione basato sul salario — dovessero diventare legge, i datori di lavoro dovranno rivedere budget per il reclutamento, fasce salariali e tempistiche di trasferimento molto prima della stagione di presentazione delle domande del 2027. Tra i passi pratici per i responsabili HR indiani c’è la mappatura dei dipendenti il cui status H-1B o le date di priorità per la green card potrebbero essere a rischio, l’esplorazione di alternative O-1 o L-1 per ruoli di nicchia e l’ampliamento dei canali di reclutamento universitario in Canada e Europa. Le università consigliano agli ammessi per la primavera 2026 di presentare tempestivamente domanda per stage CPT nel caso in cui l’OPT venisse eliminato. Nel frattempo, il Ministero degli Affari Esteri indiano ha già segnalato la proposta in colloqui informali, manifestando la preoccupazione di Delhi per un altro prolungato blocco dei visti. A prescindere dall’esito della legislazione, si consolida una tendenza: la politica migratoria statunitense diventa meno prevedibile e più orientata al salario, e i programmi di mobilità centrati sull’India devono diversificare le destinazioni di conseguenza.
Fonte: The Indian Express