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Il Portogallo guida l'UE verso requisiti più severi per i visti di lunga durata per i brasiliani

apr 27, 2026
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Il Portogallo guida l'UE verso requisiti più severi per i visti di lunga durata per i brasiliani
Diversi Paesi membri dell’Unione Europea, guidati dal Portogallo, hanno confermato nel fine settimana che a partire da luglio 2026 entreranno in vigore norme più rigorose per la documentazione necessaria ai visti di lunga durata. In un articolo ripubblicato il 26 aprile, le autorità portoghesi hanno specificato che i richiedenti dal Brasile dovranno dimostrare un reddito mensile almeno pari al salario minimo locale portoghese e presentare estratti conto bancari e contratti di locazione più dettagliati. Sebbene i cittadini brasiliani restino esenti da visto per soggiorni Schengen fino a 90 giorni, i nuovi requisiti e i tempi di elaborazione più lunghi influenzeranno significativamente studenti, lavoratori trasferiti e nomadi digitali che intendono risiedere in Europa per motivi di lavoro o studio. L’annuncio coincide con l’introduzione graduale del Sistema di Entrata/Uscita (EES) dell’UE, che registrerà dati biometrici a tutte le frontiere esterne, e con la decisione di Amsterdam di raccogliere dati biometrici a ogni punto di ingresso. I team di mobilità aziendale devono aspettarsi tempi di attesa più lunghi — fino a 60 giorni per i visti nazionali tedeschi, avverte il rapporto — e tassi di rifiuto più elevati in assenza di prova di alloggio o fondi adeguati. Le aziende che inviano personale in Portogallo, Spagna o Italia con permessi di trasferimento intra-aziendale sono invitate a iniziare la raccolta dei documenti almeno quattro mesi prima e a prevedere costi consolari più elevati. I responsabili dei viaggi dovrebbero inoltre informare i dipendenti con incarichi a breve termine sull’imminente autorizzazione di viaggio ETIAS, prevista per i primi mesi del 2027, per evitare confusione tra i due sistemi. Nonostante il regime più restrittivo, le visite turistiche restano invariate e la Commissione Europea ha ribadito che non è in discussione la reintroduzione del visto turistico Schengen per i brasiliani. Tuttavia, gli analisti sottolineano che la pressione politica per limitare l’immigrazione irregolare difficilmente si allenterà prima del ciclo elettorale 2026-27 in diversi Paesi UE, lasciando aperta la possibilità di ulteriori modifiche alle quote dei permessi di lavoro.
Fonte: Sampi

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