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La Spagna avvia una storica regolarizzazione, offrendo lo status legale a 500.000 migranti di lungo periodo

apr 27, 2026
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La Spagna avvia una storica regolarizzazione, offrendo lo status legale a 500.000 migranti di lungo periodo
Il tanto atteso “Processo Straordinario di Regolarizzazione” in Spagna è stato ufficialmente avviato il 26 aprile, dopo la pubblicazione del Decreto Reale 316/2026 all’inizio del mese. Il programma, della durata di cinque mesi, consente a determinati cittadini non appartenenti all’UE che dimostrino di essere residenti in Spagna prima del 1° gennaio 2026 di richiedere un’autorizzazione di soggiorno rinnovabile di un anno, che permette l’accesso completo al mercato del lavoro.

Il primo giorno, il Ministero dell’Inclusione ha confermato che sono state presentate oltre 60.000 domande elettroniche entro mezzogiorno, oltre a decine di migliaia di richieste in presenza presso gli uffici di Correos, della Sicurezza Sociale e cinque sportelli Extranjería appositamente designati. Le autorità prevedono che il programma possa beneficiare almeno mezzo milione di persone, molte delle quali hanno lavorato informalmente nei settori dell’agricoltura, dell’ospitalità e della logistica.

La Spagna avvia una storica regolarizzazione, offrendo lo status legale a 500.000 migranti di lungo periodo


Il governo sostiene che questa iniziativa aumenterà le entrate fiscali, ridurrà lo sfruttamento e contribuirà a colmare le croniche carenze di manodopera nei settori a basso salario in Spagna. Le associazioni imprenditoriali hanno accolto con cautela la misura: la regolarizzazione permetterà ai datori di lavoro multinazionali di trasferire o assumere talenti precedentemente esclusi dal mercato formale, riducendo al contempo i rischi legati al lavoro non dichiarato. La società di consulenza EY stima che l’inserimento di 500.000 lavoratori nelle buste paga potrebbe generare 1,3 miliardi di euro in contributi previdenziali aggiuntivi in due anni.

Tuttavia, i team HR aziendali segnalano possibili rallentamenti, soprattutto per l’ottenimento dei certificati di buona condotta e delle prove di residenza continuativa. Sul piano politico, il decreto ha riacceso il dibattito migratorio in Spagna: il Partito Popolare teme che la misura possa agire da “fattore di attrazione” per l’immigrazione irregolare, mentre la destra di Vox accusa il governo Sánchez di “premiare l’illegalità”. Il governo replica che i criteri di ammissibilità sono rigorosi e che studi empirici dimostrano come i migranti regolarizzati contribuiscano più in tasse di quanto ricevano in benefici.

Per i lavoratori stranieri e i responsabili della mobilità aziendale, il messaggio è chiaro: le aziende con lavoratori irregolari hanno ora una via per la piena conformità, ma devono agire rapidamente. Gli avvocati consigliano di presentare file digitali completi per evitare la procedura più lenta in presenza e di iniziare subito a raccogliere i documenti penali esteri, che possono richiedere settimane per essere ottenuti.
Fonte: News Minimalist / ara.cat

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