
Parlando a “Bericht aus Berlin” di ARD la sera del 3 maggio 2026, il Ministro dell’Interno tedesco Alexander Dobrindt (CSU) ha confermato che la Germania manterrà i controlli temporanei reintrodotti nel 2023 alle sue frontiere terrestri con Austria, Polonia e Repubblica Ceca. Nonostante il numero di attraversamenti irregolari sia drasticamente diminuito rispetto al picco di fine 2025, Dobrindt ha sottolineato che negli ultimi dodici mesi sono stati eseguiti 8.000 mandati di arresto alla frontiera, a suo avviso una prova che i controlli restano necessari. Il ministro ha spiegato che la Germania non può fare affidamento solo sulle riforme a livello UE finché il rinnovato Sistema Europeo Comune di Asilo (GEAS) non sarà pienamente operativo a metà 2026. Fino ad allora, gli agenti della Polizia Federale continueranno a effettuare controlli a campione su treni, valichi autostradali e strade secondarie. I critici all’interno del Bundestag sostengono che questa pratica stia progressivamente normalizzando una misura che dovrebbe restare eccezionale, rischiando di violare il principio di libera circolazione di Schengen. Per i responsabili della mobilità aziendale, l’annuncio significa che i tempi di viaggio porta a porta per pendolari e autisti di camion transfrontalieri resteranno imprevedibili. Le aziende di logistica che gestiscono catene di approvvigionamento “just-in-time” tra le fabbriche bavaresi e i fornitori cechi hanno già previsto margini di ritardo fino a 45 minuti per viaggio. I viaggiatori d’affari dovranno quindi continuare a portare con sé passaporti (o carte d’identità nazionali per i cittadini UE) oltre a documenti che attestino l’alloggio e il viaggio di proseguimento quando entrano in Germania via terra o ferrovia. I datori di lavoro con un alto numero di lavoratori frontalieri dovrebbero rivedere la documentazione relativa ai lavoratori distaccati, assicurandosi che i certificati A1 e le pratiche di sicurezza sociale UE siano aggiornati; i controlli a campione sono aumentati parallelamente ai controlli di frontiera. Dobrindt ha ribadito che una volta che i centri di screening GEAS alle frontiere esterne UE si dimostreranno efficaci, i controlli interni saranno eliminati, ma non ha fornito una tempistica precisa.
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