
Il 30 aprile il governo federale ha pubblicato la tanto attesa riforma della Legge sull’Asilo, recependo nel diritto nazionale il rinnovato Sistema Europeo Comune di Asilo. La maggior parte delle disposizioni entrerà in vigore il 12 giugno 2026 e influenzerà le modalità di gestione degli arrivi umanitari alle frontiere, negli aeroporti e nei centri di accoglienza interni.
La prima novità fondamentale è una fase obbligatoria di screening che raccoglie dati su identità, salute e sicurezza in un database condiviso a livello UE, prima che possa essere presentata una domanda di asilo completa. Questo uniforma la prassi tedesca a quella degli stati vicini e dovrebbe ridurre le registrazioni duplicate.
La seconda modifica introduce una “procedura di frontiera” di otto settimane per i casi ritenuti manifestamente infondati o non di competenza tedesca. I richiedenti possono essere trattenuti in strutture dedicate vicino al confine durante la valutazione del caso, con un soggiorno massimo di 12 settimane in circostanze eccezionali. Famiglie con minori e minori non accompagnati beneficiano di tempi ridotti a sei settimane e di standard di accoglienza specifici.
Terzo, i richiedenti asilo avranno diritto a consulenza legale gratuita fornita dall’Ufficio Federale per Migrazione e Rifugiati. Il diritto al lavoro viene liberalizzato: l’autorizzazione potrà essere concessa dopo tre mesi nella maggior parte dei casi, o sei mesi per chi viene trasferito da un altro stato UE.
Infine, i pagamenti dei sussidi potranno essere ridotti per chi viola le regole di soggiorno o ha già ottenuto protezione in un altro stato membro, una misura che Berlino definisce deterrente contro il “benefit shopping”. Le ONG avvertono che senza adeguate tutele i gruppi vulnerabili potrebbero trovarsi in difficoltà.
I team di mobilità aziendale dovrebbero monitorare l’impatto della legge sui familiari a carico del personale straniero e sulla pianificazione delle assunzioni umanitarie. Le autorità di frontiera inizieranno la formazione sui nuovi strumenti digitali di screening a maggio.
La prima novità fondamentale è una fase obbligatoria di screening che raccoglie dati su identità, salute e sicurezza in un database condiviso a livello UE, prima che possa essere presentata una domanda di asilo completa. Questo uniforma la prassi tedesca a quella degli stati vicini e dovrebbe ridurre le registrazioni duplicate.
La seconda modifica introduce una “procedura di frontiera” di otto settimane per i casi ritenuti manifestamente infondati o non di competenza tedesca. I richiedenti possono essere trattenuti in strutture dedicate vicino al confine durante la valutazione del caso, con un soggiorno massimo di 12 settimane in circostanze eccezionali. Famiglie con minori e minori non accompagnati beneficiano di tempi ridotti a sei settimane e di standard di accoglienza specifici.
Terzo, i richiedenti asilo avranno diritto a consulenza legale gratuita fornita dall’Ufficio Federale per Migrazione e Rifugiati. Il diritto al lavoro viene liberalizzato: l’autorizzazione potrà essere concessa dopo tre mesi nella maggior parte dei casi, o sei mesi per chi viene trasferito da un altro stato UE.
Infine, i pagamenti dei sussidi potranno essere ridotti per chi viola le regole di soggiorno o ha già ottenuto protezione in un altro stato membro, una misura che Berlino definisce deterrente contro il “benefit shopping”. Le ONG avvertono che senza adeguate tutele i gruppi vulnerabili potrebbero trovarsi in difficoltà.
I team di mobilità aziendale dovrebbero monitorare l’impatto della legge sui familiari a carico del personale straniero e sulla pianificazione delle assunzioni umanitarie. Le autorità di frontiera inizieranno la formazione sui nuovi strumenti digitali di screening a maggio.
Fonte: Migrando.de
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