
Il 19 maggio 2026, il parlamento della autoproclamata Repubblica Turca di Cipro Nord (RTCN) ha approvato modifiche alla Legge sugli Stranieri e l’Immigrazione, introducendo un’ampia amnistia per gli stranieri che hanno superato la durata dei visti o dei permessi di lavoro. Il Ministro dell’Interno, Dursun Oğuz, ha definito la misura un passo pragmatico per portare i residenti irregolari “fuori dall’ombra”, citando gli alti costi delle espulsioni e le distorsioni nel mercato del lavoro.
Secondo il programma, i migranti irregolari potranno regolarizzare la loro posizione pagando una tassa amministrativa graduata e presentando prova di impiego o di sponsorizzazione locale entro un periodo di 90 giorni. Sono esclusi esplicitamente i criminali. Le autorità stimano che fino a 25.000 persone – principalmente provenienti da Turchia, Pakistan e vari paesi africani – potrebbero beneficiare dell’amnistia, alleviando la pressione sui centri di detenzione e sui bilanci per il controllo delle frontiere.
I critici, tra cui la deputata dell’opposizione Ayşegül Baybars, avvertono che amnistie ripetute – sei in quattro anni – minano l’effetto deterrente e incoraggiano futuri soggiorni irregolari. Inoltre, sottolineano che la RTCN non dispone di un database digitale unificato per la migrazione, rendendo incerta l’applicazione delle nuove norme.
Le imprese operanti nel nord, soprattutto nei settori dell’edilizia, dell’ospitalità e dell’agricoltura, devono verificare tempestivamente l’idoneità dei dipendenti per evitare sanzioni al termine del periodo di grazia. Per le aziende con personale che attraversa la Linea Verde monitorata dall’ONU verso la Repubblica di Cipro, l’amnistia comporta nuove complicazioni di conformità. La Repubblica di Cipro, riconosciuta a livello internazionale, non accetta i documenti di soggiorno rilasciati dalla RTCN, quindi i pendolari che attraversano le due zone dovranno comunque possedere visti validi della Repubblica di Cipro o documenti di viaggio UE.
I team di mobilità dovrebbero pertanto effettuare un controllo dei documenti e comunicare chiaramente con i lavoratori interessati. Pur non essendo riconosciuta dall’UE, qualsiasi cambiamento su larga scala dello status sull’isola può avere ripercussioni sul mercato del lavoro e sulla sicurezza delle frontiere nel sud. I datori di lavoro in entrambe le giurisdizioni dovrebbero monitorare eventuali misure successive da Nicosia, come controlli più rigorosi ai punti di attraversamento della Linea Verde o nuove iniziative di condivisione dati con le agenzie UE.
Secondo il programma, i migranti irregolari potranno regolarizzare la loro posizione pagando una tassa amministrativa graduata e presentando prova di impiego o di sponsorizzazione locale entro un periodo di 90 giorni. Sono esclusi esplicitamente i criminali. Le autorità stimano che fino a 25.000 persone – principalmente provenienti da Turchia, Pakistan e vari paesi africani – potrebbero beneficiare dell’amnistia, alleviando la pressione sui centri di detenzione e sui bilanci per il controllo delle frontiere.
I critici, tra cui la deputata dell’opposizione Ayşegül Baybars, avvertono che amnistie ripetute – sei in quattro anni – minano l’effetto deterrente e incoraggiano futuri soggiorni irregolari. Inoltre, sottolineano che la RTCN non dispone di un database digitale unificato per la migrazione, rendendo incerta l’applicazione delle nuove norme.
Le imprese operanti nel nord, soprattutto nei settori dell’edilizia, dell’ospitalità e dell’agricoltura, devono verificare tempestivamente l’idoneità dei dipendenti per evitare sanzioni al termine del periodo di grazia. Per le aziende con personale che attraversa la Linea Verde monitorata dall’ONU verso la Repubblica di Cipro, l’amnistia comporta nuove complicazioni di conformità. La Repubblica di Cipro, riconosciuta a livello internazionale, non accetta i documenti di soggiorno rilasciati dalla RTCN, quindi i pendolari che attraversano le due zone dovranno comunque possedere visti validi della Repubblica di Cipro o documenti di viaggio UE.
I team di mobilità dovrebbero pertanto effettuare un controllo dei documenti e comunicare chiaramente con i lavoratori interessati. Pur non essendo riconosciuta dall’UE, qualsiasi cambiamento su larga scala dello status sull’isola può avere ripercussioni sul mercato del lavoro e sulla sicurezza delle frontiere nel sud. I datori di lavoro in entrambe le giurisdizioni dovrebbero monitorare eventuali misure successive da Nicosia, come controlli più rigorosi ai punti di attraversamento della Linea Verde o nuove iniziative di condivisione dati con le agenzie UE.
Fonte: Cyprus FAQ