
In un avviso pubblicato il 22 maggio 2026, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha confermato che tutti i visti per immigrati basati sull’occupazione di seconda preferenza (EB-2) assegnati ai richiedenti di nazionalità indiana sono stati esauriti per l’anno fiscale 2026. Di conseguenza, i consolati in tutto il mondo devono rifiutare o, se possibile, sospendere qualsiasi ulteriore richiesta EB-2 da parte di cittadini indiani fino all’apertura del nuovo anno fiscale, il 1° ottobre 2026.
La legge sull’immigrazione limita ogni paese a non superare il 7% del totale combinato di visti familiari e basati sull’occupazione in un anno fiscale. La forte domanda da parte di professionisti indiani, soprattutto nei settori IT, ingegneria e sanità, ha nuovamente portato questa categoria al limite numerico già dopo otto mesi dall’inizio dell’anno. Secondo i dati del Dipartimento di Stato, oltre 80.000 richiedenti indiani sono in attesa nella lista EB-2, molti con petizioni I-140 approvate da oltre un decennio.
Gli effetti pratici variano a seconda della situazione. I richiedenti in attesa di un colloquio per il visto all’estero vedranno le loro appuntamenti cancellati; chi ha già un appuntamento potrebbe ricevere un rifiuto ai sensi della sezione 221(g) in attesa della disponibilità del visto. I richiedenti per l’Adjustment of Status negli Stati Uniti non sono direttamente bloccati, ma le date di azione finale nel Visa Bulletin mensile sono previste in forte retrocessione, con conseguenti ritardi di anni nell’ottenimento della green card.
I datori di lavoro che sponsorizzano talenti EB-2 devono valutare percorsi alternativi come EB-1, National Interest Waiver o estensioni temporanee non immigranti per colmare il gap. L’esaurimento anticipato evidenzia la pressione sistemica sull’immigrazione basata sull’occupazione negli USA e potrebbe alimentare richieste bipartisan per eliminare i limiti per paese.
Per i team di mobilità aziendale, la priorità è identificare i cittadini indiani coinvolti, aggiornare le previsioni di pianificazione del personale per le assegnazioni negli USA e preparare comunicazioni chiare per spiegare la sospensione e la possibile retrocessione nei tempi di attesa per l’anno fiscale 2027.
La legge sull’immigrazione limita ogni paese a non superare il 7% del totale combinato di visti familiari e basati sull’occupazione in un anno fiscale. La forte domanda da parte di professionisti indiani, soprattutto nei settori IT, ingegneria e sanità, ha nuovamente portato questa categoria al limite numerico già dopo otto mesi dall’inizio dell’anno. Secondo i dati del Dipartimento di Stato, oltre 80.000 richiedenti indiani sono in attesa nella lista EB-2, molti con petizioni I-140 approvate da oltre un decennio.
Gli effetti pratici variano a seconda della situazione. I richiedenti in attesa di un colloquio per il visto all’estero vedranno le loro appuntamenti cancellati; chi ha già un appuntamento potrebbe ricevere un rifiuto ai sensi della sezione 221(g) in attesa della disponibilità del visto. I richiedenti per l’Adjustment of Status negli Stati Uniti non sono direttamente bloccati, ma le date di azione finale nel Visa Bulletin mensile sono previste in forte retrocessione, con conseguenti ritardi di anni nell’ottenimento della green card.
I datori di lavoro che sponsorizzano talenti EB-2 devono valutare percorsi alternativi come EB-1, National Interest Waiver o estensioni temporanee non immigranti per colmare il gap. L’esaurimento anticipato evidenzia la pressione sistemica sull’immigrazione basata sull’occupazione negli USA e potrebbe alimentare richieste bipartisan per eliminare i limiti per paese.
Per i team di mobilità aziendale, la priorità è identificare i cittadini indiani coinvolti, aggiornare le previsioni di pianificazione del personale per le assegnazioni negli USA e preparare comunicazioni chiare per spiegare la sospensione e la possibile retrocessione nei tempi di attesa per l’anno fiscale 2027.
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