
Il tanto atteso Sistema Europeo di Informazione e Autorizzazione per i Viaggi (ETIAS) – spesso definito come il “euro-ESTA” dell’UE – non diventerà obbligatorio per i cittadini del Regno Unito, degli Stati Uniti e di altri Paesi esenti da visto prima di aprile 2027, ha riportato l’esperto di viaggi Simon Calder il 28 maggio. Bruxelles ha collegato il lancio di ETIAS al corretto avvio del sistema biometrico di Entrata/Uscita (EES). Sebbene la Francia abbia adottato completamente l’EES il 10 aprile 2026, l’intera rete Schengen sta ancora affrontando problemi tecnici e carenze di personale, causando code in alcuni aeroporti e al porto di Dover. La Commissione Europea insiste quindi per un periodo “transitorio” di almeno sei mesi e un periodo di “tolleranza” di altri sei mesi una volta attivato ETIAS, spostando qualsiasi obbligo legale per i viaggiatori ben oltre il 2027.
Per i programmi di mobilità questo significa tempo prezioso. Le aziende che trasferiscono personale in Francia potranno continuare a utilizzare l’ingresso con solo passaporto per soggiorni brevi fino al prossimo anno, ma i reparti HR dovrebbero iniziare a prevedere nel budget la tassa di 20 euro e la raccolta aggiuntiva di dati richiesta da ETIAS (posizione lavorativa, indirizzo della prima notte, domande di sicurezza). I fornitori di servizi di viaggio dovrebbero anche rivedere i loro processi di prenotazione per poter acquisire i numeri ETIAS insieme ai dati del passaporto non appena le compagnie aeree renderanno obbligatorio questo campo. La polizia di frontiera francese ha già annunciato che integrerà i controlli ETIAS nel nuovo software per i varchi elettronici PARAFE, il che significa che, una volta attivato, i passeggeri senza autorizzazione valida potrebbero essere bloccati automaticamente. Sono previsti test di registrazione anticipata negli aeroporti di Parigi-CDG e Lione-Saint-Exupéry nel quarto trimestre del 2026.
Conclusione pratica fondamentale: le multinazionali dovrebbero iniziare a identificare quali categorie di viaggiatori (stagisti, viaggiatori frequenti, collaboratori esterni) saranno considerati “cittadini di Paesi terzi esenti da visto” e quindi necessiteranno del nuovo permesso, e comunicare la scadenza posticipata per evitare confusione.
Per i programmi di mobilità questo significa tempo prezioso. Le aziende che trasferiscono personale in Francia potranno continuare a utilizzare l’ingresso con solo passaporto per soggiorni brevi fino al prossimo anno, ma i reparti HR dovrebbero iniziare a prevedere nel budget la tassa di 20 euro e la raccolta aggiuntiva di dati richiesta da ETIAS (posizione lavorativa, indirizzo della prima notte, domande di sicurezza). I fornitori di servizi di viaggio dovrebbero anche rivedere i loro processi di prenotazione per poter acquisire i numeri ETIAS insieme ai dati del passaporto non appena le compagnie aeree renderanno obbligatorio questo campo. La polizia di frontiera francese ha già annunciato che integrerà i controlli ETIAS nel nuovo software per i varchi elettronici PARAFE, il che significa che, una volta attivato, i passeggeri senza autorizzazione valida potrebbero essere bloccati automaticamente. Sono previsti test di registrazione anticipata negli aeroporti di Parigi-CDG e Lione-Saint-Exupéry nel quarto trimestre del 2026.
Conclusione pratica fondamentale: le multinazionali dovrebbero iniziare a identificare quali categorie di viaggiatori (stagisti, viaggiatori frequenti, collaboratori esterni) saranno considerati “cittadini di Paesi terzi esenti da visto” e quindi necessiteranno del nuovo permesso, e comunicare la scadenza posticipata per evitare confusione.
Fonte: The Independent
Come può aiutarti VisaHQ
VisaHQ semplifica la richiesta del visto per privati e aziende. Verifica i requisiti di viaggio aggiornati, prepara i documenti necessari e gestisci la tua richiesta online tramite il portale VisaHQ per Francia.Di più da Francia
Visualizza tutto
Ryanair ed EasyJet chiedono alla Francia di sospendere i controlli biometrici alle frontiere dopo il caos causato dall’EES
Il Parlamento francese rivede gli Accordi di Touquet nel mezzo della crisi migratoria nel Canale della Manica