
In una sentenza unanime emessa il 29 maggio, il Tribunale Federale Regionale della 1ª Regione (TRF-1) del Brasile ha confermato la decisione di un tribunale inferiore che obbliga il governo federale e la FUNAI a omologare più di una dozzina di piste improvvisate all’interno dei territori Yanomami e di altre popolazioni indigene a Roraima. Il Ministero della Pubblica Accusa (MPF) aveva avviato il caso nel 2016, dopo che i voli di evacuazione medica avevano smesso di atterrare per timore di sanzioni da parte dell’ente regolatore dell’aviazione civile ANAC; le compagnie di taxi aerei avevano dichiarato di non poter più rischiare l’uso di piste prive delle certificazioni di sicurezza di base. Ne seguì una serie di emergenze sanitarie pubbliche, durante le quali pazienti affetti da malaria, polmonite e morsi di serpente venivano trasportati per ore in canoa o su amache, invece di essere evacuati in volo in 40 minuti.
Secondo la sentenza, l’Unione e la FUNAI hanno 60 giorni per presentare un piano di lavoro concreto e 12 mesi per ottenere l’approvazione di ANAC e del Dipartimento di Controllo dello Spazio Aereo (DECEA) per ciascuna pista. Il mancato rispetto comporterà una multa giornaliera di 5.000 real. Importante, il tribunale ha anche sospeso le chiusure automatiche NOTAM che ANAC aveva imposto sulle piste, consentendo così agli operatori di medevac di continuare a volare in via provvisoria mentre si procede con la documentazione. I giudici hanno respinto la difesa del governo basata su vincoli di bilancio, citando il diritto costituzionale alla salute e il fatto che le verifiche statali del 2019 avevano già individuato il problema senza però intervenire.
Per le multinazionali che gestiscono progetti estrattivi o umanitari nell’estremo nord, la decisione è di grande rilievo. Le compagnie di charter prevedono una nuova domanda per i servizi con Twin Otter e Caravan, mentre gli assicuratori dichiarano di poter riattivare le coperture medevac sospese lo scorso anno. I team HR responsabili degli espatriati nella fascia della giungla dovrebbero rivedere i piani di emergenza: una volta completata la regolarizzazione, le evacuazioni saranno più rapide e i premi assicurativi potrebbero ridursi fino al 15%, secondo i broker di Manaus.
Il verdetto dimostra anche la volontà della magistratura di vigilare sull’inerzia federale riguardo infrastrutture critiche per la mobilità. Gli avvocati segnalano che cause simili sono in corso per porti fluviali in Acre e eliporti in Pará; la sentenza di ieri potrebbe diventare un modello. Nel breve termine, le autorità sanitarie stanno accelerando il posizionamento di carburante e forniture mediche in vista di un aumento delle evacuazioni nella stagione secca, che storicamente inizia a giugno. Le aziende che dipendono da questi corridoi aerei farebbero bene a coordinarsi con gli ospedali distrettuali indigeni e a verificare che i loro manifesti di volo siano registrati presso il nuovo ufficio della task force che il tribunale ha ordinato alla FUNAI di istituire.
Secondo la sentenza, l’Unione e la FUNAI hanno 60 giorni per presentare un piano di lavoro concreto e 12 mesi per ottenere l’approvazione di ANAC e del Dipartimento di Controllo dello Spazio Aereo (DECEA) per ciascuna pista. Il mancato rispetto comporterà una multa giornaliera di 5.000 real. Importante, il tribunale ha anche sospeso le chiusure automatiche NOTAM che ANAC aveva imposto sulle piste, consentendo così agli operatori di medevac di continuare a volare in via provvisoria mentre si procede con la documentazione. I giudici hanno respinto la difesa del governo basata su vincoli di bilancio, citando il diritto costituzionale alla salute e il fatto che le verifiche statali del 2019 avevano già individuato il problema senza però intervenire.
Per le multinazionali che gestiscono progetti estrattivi o umanitari nell’estremo nord, la decisione è di grande rilievo. Le compagnie di charter prevedono una nuova domanda per i servizi con Twin Otter e Caravan, mentre gli assicuratori dichiarano di poter riattivare le coperture medevac sospese lo scorso anno. I team HR responsabili degli espatriati nella fascia della giungla dovrebbero rivedere i piani di emergenza: una volta completata la regolarizzazione, le evacuazioni saranno più rapide e i premi assicurativi potrebbero ridursi fino al 15%, secondo i broker di Manaus.
Il verdetto dimostra anche la volontà della magistratura di vigilare sull’inerzia federale riguardo infrastrutture critiche per la mobilità. Gli avvocati segnalano che cause simili sono in corso per porti fluviali in Acre e eliporti in Pará; la sentenza di ieri potrebbe diventare un modello. Nel breve termine, le autorità sanitarie stanno accelerando il posizionamento di carburante e forniture mediche in vista di un aumento delle evacuazioni nella stagione secca, che storicamente inizia a giugno. Le aziende che dipendono da questi corridoi aerei farebbero bene a coordinarsi con gli ospedali distrettuali indigeni e a verificare che i loro manifesti di volo siano registrati presso il nuovo ufficio della task force che il tribunale ha ordinato alla FUNAI di istituire.
Fonte: Ministério Público Federal
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