
L’ente nazionale brasiliano per la promozione del turismo, Embratur, ha scelto il 28 maggio 2026 per lanciare la sua prima grande campagna pubblicitaria rivolta specificamente al mercato cinese del turismo leisure e MICE. Il tempismo è strategico: dall’11 maggio è in vigore un’esenzione dal visto di 30 giorni, non prorogabile, che consente ai titolari di passaporto ordinario della Repubblica Popolare Cinese di entrare in Brasile per turismo, incontri d’affari, fiere commerciali, spettacoli artistici e alcune attività tecniche a breve termine.
Ideata dall’agenzia di San Paolo Propeg, la campagna multicanale è stata presentata alla fiera ITB China di Shanghai. Un filmato principale di 60 secondi, accompagnato da quattro versioni ridotte di 20 secondi, segue un ara blu e oro che “invita” una coppia cinese a visitare luoghi iconici brasiliani, dal Cristo Redentore di Rio alle paludi del Pantanal fino alle dune di Lençóis Maranhenses. Gli spot saranno trasmessi su piattaforme TV connesse cinesi, feed video di Weibo e WeChat, display programmatici e grandi schermi digitali nelle stazioni della metropolitana di Shanghai.
Dietro questa spinta creativa c’è un obiettivo commerciale concreto. Embratur prevede che gli arrivi cinesi, aumentati del 28% nel 2025 raggiungendo 103.000 visitatori, possano superare i 140.000 quest’anno, generando oltre 250 milioni di dollari in spese locali dirette. Il ministero dell’aviazione brasiliano sta già negoziando frequenze aggiuntive Guangzhou–San Paolo e un nuovo collegamento Pechino–Rio in collaborazione con China Southern e LATAM Airlines per assorbire la domanda prevista.
Per i responsabili della mobilità e dei viaggi aziendali il messaggio è chiaro: la combinazione di ingresso senza visto, maggiori collegamenti aerei e una campagna governativa di sensibilizzazione elimina molte delle barriere ai viaggi d’affari tra Brasile e Cina. Le aziende brasiliane attive in agribusiness, estrazione mineraria ed energie rinnovabili — settori con forti investimenti cinesi — dovrebbero rivedere i loro protocolli di invito e la capacità di servizi locali.
Parallelamente, i dirigenti brasiliani possono continuare a beneficiare dell’esenzione dal visto cinese di 30 giorni (in vigore dal 1° giugno 2025) almeno fino al 31 dicembre 2026, facilitando trasferte e avvii di progetti bilaterali. Organizzazioni come il Brazil-China Business Council raccomandano alle imprese di verificare i propri programmi di gestione del rischio viaggio: sebbene il visto non sia più richiesto, a volte vengono ancora richiesti prova di viaggio di ritorno o proseguimento, prenotazioni alberghiere e assicurazione medica ai controlli di frontiera.
Le grandi aziende sono inoltre invitate a informare i visitatori cinesi sui moduli di e-migrazione brasiliani (la pre-registrazione è consigliata ma non obbligatoria) e a organizzare servizi di accoglienza in mandarino a San Paolo e Rio, mentre il mercato locale dei ground handler si sta adeguando.
In definitiva, il regime senza visto e la campagna di marketing rappresentano la più grande apertura del mercato inbound brasiliano dai Giochi Olimpici del 2016, un’opportunità che i professionisti della mobilità possono sfruttare subito per visite aziendali, viaggi incentive e missioni esplorative di investimento.
Ideata dall’agenzia di San Paolo Propeg, la campagna multicanale è stata presentata alla fiera ITB China di Shanghai. Un filmato principale di 60 secondi, accompagnato da quattro versioni ridotte di 20 secondi, segue un ara blu e oro che “invita” una coppia cinese a visitare luoghi iconici brasiliani, dal Cristo Redentore di Rio alle paludi del Pantanal fino alle dune di Lençóis Maranhenses. Gli spot saranno trasmessi su piattaforme TV connesse cinesi, feed video di Weibo e WeChat, display programmatici e grandi schermi digitali nelle stazioni della metropolitana di Shanghai.
Dietro questa spinta creativa c’è un obiettivo commerciale concreto. Embratur prevede che gli arrivi cinesi, aumentati del 28% nel 2025 raggiungendo 103.000 visitatori, possano superare i 140.000 quest’anno, generando oltre 250 milioni di dollari in spese locali dirette. Il ministero dell’aviazione brasiliano sta già negoziando frequenze aggiuntive Guangzhou–San Paolo e un nuovo collegamento Pechino–Rio in collaborazione con China Southern e LATAM Airlines per assorbire la domanda prevista.
Per i responsabili della mobilità e dei viaggi aziendali il messaggio è chiaro: la combinazione di ingresso senza visto, maggiori collegamenti aerei e una campagna governativa di sensibilizzazione elimina molte delle barriere ai viaggi d’affari tra Brasile e Cina. Le aziende brasiliane attive in agribusiness, estrazione mineraria ed energie rinnovabili — settori con forti investimenti cinesi — dovrebbero rivedere i loro protocolli di invito e la capacità di servizi locali.
Parallelamente, i dirigenti brasiliani possono continuare a beneficiare dell’esenzione dal visto cinese di 30 giorni (in vigore dal 1° giugno 2025) almeno fino al 31 dicembre 2026, facilitando trasferte e avvii di progetti bilaterali. Organizzazioni come il Brazil-China Business Council raccomandano alle imprese di verificare i propri programmi di gestione del rischio viaggio: sebbene il visto non sia più richiesto, a volte vengono ancora richiesti prova di viaggio di ritorno o proseguimento, prenotazioni alberghiere e assicurazione medica ai controlli di frontiera.
Le grandi aziende sono inoltre invitate a informare i visitatori cinesi sui moduli di e-migrazione brasiliani (la pre-registrazione è consigliata ma non obbligatoria) e a organizzare servizi di accoglienza in mandarino a San Paolo e Rio, mentre il mercato locale dei ground handler si sta adeguando.
In definitiva, il regime senza visto e la campagna di marketing rappresentano la più grande apertura del mercato inbound brasiliano dai Giochi Olimpici del 2016, un’opportunità che i professionisti della mobilità possono sfruttare subito per visite aziendali, viaggi incentive e missioni esplorative di investimento.
Fonte: Blog do Adonis
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