
Il 3 giugno 2026 la Commissione Europea ha emesso un raro avvertimento pubblico a nove paesi Schengen — tra cui Austria, Germania, Danimarca, Francia, Italia, Paesi Bassi, Norvegia, Slovenia e Svezia — per l’uso prolungato dei controlli alle frontiere interne. Il richiamo evidenzia i controlli terrestri e fluviali dell’Austria con Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria e Slovenia, rinnovati ripetutamente dal 2015 e attualmente autorizzati fino al 15 giugno 2026. Sebbene la normativa UE consenta il ripristino temporaneo dei controlli in caso di gravi minacce alla sicurezza, Bruxelles sottolinea che tali misure devono rimanere “eccezionali, proporzionate e rigorosamente limitate nel tempo”. La Direzione Generale per la Migrazione e gli Affari Interni invita i governi a ridurre i controlli fissi a favore di pattugliamenti mobili, tecnologie di tracciamento dei veicoli e controlli biometrici a campione. La Slovenia, ad esempio, ha appena prorogato i controlli alle frontiere con Croazia e Ungheria fino a dicembre 2026, motivando la decisione con la lotta alla criminalità organizzata e al terrorismo, ma ora è sotto pressione per definire una strategia di uscita. Per esportatori e aziende di logistica ceche, l’attenzione sull’Austria è cruciale. Il corridoio camion Austria-Repubblica Ceca trasporta circa un quarto del trasporto su strada ceco verso l’Europa occidentale; anche brevi soste per controlli possono ridurre i margini di guida previsti dalle norme sui tachigrafi UE. I responsabili della mobilità segnalano che alcuni autisti inseriscono ora un margine di 45 minuti nei percorsi Vienna-Brno per assorbire i controlli casuali. Se la spinta della Commissione avrà successo, questi margini — e i costi di straordinario correlati — potrebbero ridursi nella seconda metà del 2026. Anche gli operatori turistici seguono con attenzione. Gli operatori inbound di Praga riferiscono che le compagnie di autobus austriache esitano a programmare arrivi notturni a causa dei tempi di attesa imprevedibili ai valichi come Mikulov/Drasenhofen. Un calendario chiaro per la rimozione dei controlli aiuterebbe le aziende a vendere con maggiore sicurezza pacchetti combinati Vienna-Praga durante l’alta stagione da luglio a settembre. I prossimi passi dipenderanno dalla volontà politica. Funzionari della Commissione hanno lasciato intendere che il mancato rispetto prolungato potrebbe innescare procedure d’infrazione — un iter che può concludersi con sanzioni da parte della Corte di Giustizia Europea. Vienna sostiene che le reti di trafficanti di esseri umani lungo la rotta dei Balcani occidentali giustifichino i controlli, ma ha promesso di rivedere i dati “alla luce della richiesta della Commissione”. Diplomatici cechi hanno detto a Trans.Info di aspettarsi “colloqui tecnici riservati” a Bruxelles la prossima settimana.
Fonte: Trans.info