
I datori di lavoro possono nuovamente presentare nuove petizioni H-1B senza dover pagare il supplemento di sei cifre, dopo che il Tribunale Distrettuale degli Stati Uniti per il Massachusetts ha annullato l’8 giugno il “pagamento supplementare” da 100.000 dollari imposto dall’amministrazione Trump, con un provvedimento valido a livello nazionale. Un’analisi aggiornata del 12 giugno conferma che l’USCIS non può riscuotere questa tassa a meno che un tribunale superiore non emetta una sospensione. Il giudice Leo T. Sorokin ha stabilito che il pagamento supplementare, introdotto con la Proclamazione Presidenziale 10973 nel settembre 2025, rappresentava una tassa al di fuori dell’autorità presidenziale ed è stato emanato senza il previsto procedimento di consultazione pubblica. Questa sentenza si contrappone a quella del dicembre 2025 del Distretto di Columbia, che aveva invece confermato la validità della tassa, creando un contrasto giurisdizionale destinato a essere risolto dai circuiti del Primo Distretto e di D.C. L’impatto immediato è un notevole risparmio per i datori di lavoro che intendono presentare domande soggette al tetto per l’anno fiscale 2027. Settori come tecnologia, sanità e istituzioni accademiche avevano avvertito che il supplemento avrebbe ostacolato il reclutamento, soprattutto di giovani talenti STEM. Con la rimozione della tassa, la domanda per la lotteria FY 2027 — già influenzata da una nuova regola di selezione basata sul salario ponderato — potrebbe superare il record dello scorso anno di 560.000 iscrizioni. I team di mobilità globale dovrebbero aggiornare i modelli di budget e informare i recruiter che le tariffe per il salario prevalente, la presentazione delle domande e le misure antifrode restano invariate. I richiedenti che hanno pagato i 100.000 dollari tra settembre 2025 e l’8 giugno potrebbero avere diritto a un rimborso, ma il Dipartimento per la Sicurezza Interna non ha ancora fornito indicazioni in merito. I datori di lavoro sono invitati a conservare prove dettagliate dei pagamenti effettuati e a monitorare il Federal Register per le procedure di rimborso. La sentenza indica inoltre un crescente scetticismo giudiziario verso le misure di deterrenza basate sulle tariffe nell’ambito della politica migratoria. Gli osservatori prevedono che i ricorrenti impugneranno altri aumenti delle tariffe, incluso il prossimo incremento della tassa di presentazione I-129, qualora le agenzie non dimostrino l’autorità statutaria e il rispetto delle procedure previste.
Fonte: The Visa Wire
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