
La Fair Work Commission ha respinto domenica la richiesta della grande azienda energetica giapponese Inpex di obbligare 400 lavoratori sindacalizzati dell’impianto Ichthys LNG di Darwin a tornare al lavoro, aprendo la strada a scioperi a rotazione che potrebbero durare almeno fino al 23 giugno. La decisione mantiene il divieto di carico di LNG e condensati, rischiando di fermare entro pochi giorni l’impianto da 9,3 milioni di tonnellate annue, una volta raggiunta la capacità massima di stoccaggio in loco.
Ichthys, uno dei maggiori progetti di risorse in Australia, si basa fortemente su una forza lavoro fly-in fly-out (FIFO) e su specialisti tecnici giapponesi, francesi e coreani a rotazione. I responsabili della mobilità di questi espatriati si trovano ora a dover gestire turni interrotti, con voli charter per Darwin che potrebbero essere riprogrammati con breve preavviso e finestre di accesso al sito ridotte, soprattutto in vista della nuova offerta aziendale che sarà presentata la prossima settimana.
Il vicepresidente Michael Easton ha stabilito che Inpex non ha dimostrato che l’azione sindacale provocherà blackout o danni economici più ampi, sottolineando che Power and Water Corp dispone di piani di emergenza e che il Territorio del Nord ha già affrontato interruzioni più lunghe senza problemi. La sentenza conferma la solidità del sistema delle relazioni industriali australiano: gli investitori stranieri non possono presumere che lo status di infrastruttura critica prevalga sui diritti dei lavoratori di intraprendere azioni protette.
Per le aziende che inviano personale nel settore petrolifero e del gas australiano, il caso rappresenta un monito a includere clausole di contingenza per gli scioperi nelle lettere di assegnazione, coprendo estensioni di alloggio, mansioni alternative e supporto per la salute mentale in caso di chiusure improvvise dei siti remoti. I titolari di visti subclass 482 (Temporary Skill Shortage) dovrebbero inoltre verificare che eventuali periodi di sospensione siano conformi agli obblighi di sponsorizzazione, poiché il Dipartimento degli Affari Interni può revocare i visti dopo 60 giorni senza lavoro.
Nonostante i sindacati abbiano ridotto gli scioperi a due blocchi di due ore per turno, gli analisti avvertono che i limiti di capacità dei serbatoi di stoccaggio potrebbero comunque costringere Inpex a fermare le linee di liquefazione, con effetti a catena sui programmi di trasporto al porto di Darwin. Chi spedisce merci di progetto o effetti personali attraverso il porto durante giugno dovrebbe monitorare gli avvisi di ritardi nelle operazioni di attracco.
Ichthys, uno dei maggiori progetti di risorse in Australia, si basa fortemente su una forza lavoro fly-in fly-out (FIFO) e su specialisti tecnici giapponesi, francesi e coreani a rotazione. I responsabili della mobilità di questi espatriati si trovano ora a dover gestire turni interrotti, con voli charter per Darwin che potrebbero essere riprogrammati con breve preavviso e finestre di accesso al sito ridotte, soprattutto in vista della nuova offerta aziendale che sarà presentata la prossima settimana.
Il vicepresidente Michael Easton ha stabilito che Inpex non ha dimostrato che l’azione sindacale provocherà blackout o danni economici più ampi, sottolineando che Power and Water Corp dispone di piani di emergenza e che il Territorio del Nord ha già affrontato interruzioni più lunghe senza problemi. La sentenza conferma la solidità del sistema delle relazioni industriali australiano: gli investitori stranieri non possono presumere che lo status di infrastruttura critica prevalga sui diritti dei lavoratori di intraprendere azioni protette.
Per le aziende che inviano personale nel settore petrolifero e del gas australiano, il caso rappresenta un monito a includere clausole di contingenza per gli scioperi nelle lettere di assegnazione, coprendo estensioni di alloggio, mansioni alternative e supporto per la salute mentale in caso di chiusure improvvise dei siti remoti. I titolari di visti subclass 482 (Temporary Skill Shortage) dovrebbero inoltre verificare che eventuali periodi di sospensione siano conformi agli obblighi di sponsorizzazione, poiché il Dipartimento degli Affari Interni può revocare i visti dopo 60 giorni senza lavoro.
Nonostante i sindacati abbiano ridotto gli scioperi a due blocchi di due ore per turno, gli analisti avvertono che i limiti di capacità dei serbatoi di stoccaggio potrebbero comunque costringere Inpex a fermare le linee di liquefazione, con effetti a catena sui programmi di trasporto al porto di Darwin. Chi spedisce merci di progetto o effetti personali attraverso il porto durante giugno dovrebbe monitorare gli avvisi di ritardi nelle operazioni di attracco.
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