
L'Australian Licensed Aircraft Engineers Association (ALAEA) ha avviato un procedimento presso il Federal Circuit Court, accusando Qantas di aver violato il proprio accordo aziendale affidando a terzi, i contractor di rampa Swissport e Menzies, compiti chiave di “ricezione, spedizione e traino” per la nuova flotta di Airbus A321XLR in arrivo. Queste mansioni rappresentano circa il 70% del carico di lavoro tradizionale di un Licensed Aircraft Maintenance Engineer (LAME).
Il sindacato sostiene che la compagnia aerea non abbia consultato i lavoratori, nonostante una sentenza della Corte Suprema del 2025 e un ordine di risarcimento da 210 milioni di dollari relativo all’esternalizzazione durante la pandemia. Steve Purvinas, segretario dell’ALAEA, afferma che la decisione “svuota il ruolo del LAME” e mette a rischio la sicurezza, poiché il personale di terra non possiede le stesse certificazioni. Qantas replica che il cambiamento permette agli ingegneri di concentrarsi sulla “manutenzione complessa” e assicura che non ci saranno perdite di posti di lavoro, anzi, la flotta a fusoliera stretta sarà ampliata.
La nuova causa arriva mentre Qantas riceve il terzo dei 48 A321XLR che sostituiranno progressivamente i vecchi 737-800. Qualsiasi ingiunzione o azione sindacale potrebbe compromettere i voli nazionali e internazionali a corto raggio, molto frequentati da viaggiatori d’affari, soprattutto sulle rotte “a triangolo” della costa est, dove i nuovi aerei saranno introdotti per primi.
I travel manager dovrebbero monitorare il calendario giudiziario — il giudice Rania Skaros ha fissato un’udienza di gestione accelerata per metà marzo — e iniziare a pianificare contromisure per eventuali assemblee di stop-work che potrebbero coincidere con il periodo di Pasqua, particolarmente intenso per i viaggi. Le aziende con operazioni fly-in/fly-out a tempi critici potrebbero valutare di prenotare posti provvisori su vettori concorrenti o servizi charter, in attesa di maggiori sviluppi sulla controversia.
Più in generale, il caso riapre il dibattito sulla cultura delle relazioni sindacali di Qantas proprio mentre la compagnia cerca di riconquistare la fiducia dei viaggiatori premium. Un’eventuale sentenza sfavorevole potrebbe imporre costosi reinserimenti di personale, con conseguente aumento delle tariffe aeree, un costo che i budget di viaggio aziendali dovranno inevitabilmente assorbire.
Il sindacato sostiene che la compagnia aerea non abbia consultato i lavoratori, nonostante una sentenza della Corte Suprema del 2025 e un ordine di risarcimento da 210 milioni di dollari relativo all’esternalizzazione durante la pandemia. Steve Purvinas, segretario dell’ALAEA, afferma che la decisione “svuota il ruolo del LAME” e mette a rischio la sicurezza, poiché il personale di terra non possiede le stesse certificazioni. Qantas replica che il cambiamento permette agli ingegneri di concentrarsi sulla “manutenzione complessa” e assicura che non ci saranno perdite di posti di lavoro, anzi, la flotta a fusoliera stretta sarà ampliata.
La nuova causa arriva mentre Qantas riceve il terzo dei 48 A321XLR che sostituiranno progressivamente i vecchi 737-800. Qualsiasi ingiunzione o azione sindacale potrebbe compromettere i voli nazionali e internazionali a corto raggio, molto frequentati da viaggiatori d’affari, soprattutto sulle rotte “a triangolo” della costa est, dove i nuovi aerei saranno introdotti per primi.
I travel manager dovrebbero monitorare il calendario giudiziario — il giudice Rania Skaros ha fissato un’udienza di gestione accelerata per metà marzo — e iniziare a pianificare contromisure per eventuali assemblee di stop-work che potrebbero coincidere con il periodo di Pasqua, particolarmente intenso per i viaggi. Le aziende con operazioni fly-in/fly-out a tempi critici potrebbero valutare di prenotare posti provvisori su vettori concorrenti o servizi charter, in attesa di maggiori sviluppi sulla controversia.
Più in generale, il caso riapre il dibattito sulla cultura delle relazioni sindacali di Qantas proprio mentre la compagnia cerca di riconquistare la fiducia dei viaggiatori premium. Un’eventuale sentenza sfavorevole potrebbe imporre costosi reinserimenti di personale, con conseguente aumento delle tariffe aeree, un costo che i budget di viaggio aziendali dovranno inevitabilmente assorbire.
Fonte: The Australian (summary)
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