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«Madri invisibili»: lavoratrici agricole del Pacifico con visti scaduti cadono nelle falle del sistema di assistenza sociale australiano

giu 15, 2026
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«Madri invisibili»: lavoratrici agricole del Pacifico con visti scaduti cadono nelle falle del sistema di assistenza sociale australiano
Un approfondito reportage pubblicato questa mattina dall’ABC svela una realtà nascosta: un gruppo di lavoratori temporanei e ex partecipanti al programma Pacific Australia Labour Mobility (PALM) che, dopo aver lasciato o essere stati allontanati dai lavori agricoli approvati, sono diventati irregolari. Molte donne scoprono di essere incinte mentre lavorano ancora nelle fattorie. Una volta usciti dal programma PALM, perdono immediatamente il diritto all’assistenza sanitaria Medicare, l’assicurazione privata sul lavoro e la possibilità di lavorare legalmente. L’inchiesta segue il caso di una lavoratrice di Vanuatu, “Priscilla”, che ha affrontato una gravidanza precaria mentre sfoltiva vigneti nel nord del Victoria, dando poi alla luce un bambino senza status migratorio e con debiti. I ricercatori stimano che migliaia di madri provenienti dalle isole del Pacifico e i loro figli nati in Australia vivano oggi in questa condizione di limbo. Poiché il Dipartimento per l’Occupazione e le Relazioni sul Lavoro non raccoglie dati sulle gravidanze e i lavoratori fuoriusciti dal programma raramente si rivolgono agli ospedali, non esistono dati ufficiali sul numero di bambini nati senza certificati di nascita o visti. Le ostetriche nelle zone rurali di Sunraysia hanno raccontato all’ABC di incontrare spesso lavoratrici PALM incinte solo nel secondo o terzo trimestre, con gravi rischi clinici e per la protezione dei minori. L’inchiesta mette in luce anche problemi strutturali del programma PALM: fino alla fine del 2025, i datori di lavoro non erano obbligati a garantire un minimo di 120 ore di lavoro al mese, lasciando molti lavoratori incapaci di coprire le spese per voli, visti e alloggio. Molte donne abbandonano le fattorie “sponsor” per cercare lavoro in nero, invalidando automaticamente i loro visti. Una volta senza documenti, tornare a casa diventa difficile perché le rimesse promesse alle famiglie allargate non arrivano e i diritti futuri di lavoro in Australia svaniscono. Gli esperti di politiche sostengono che il governo debba urgentemente permettere ai familiari di accompagnare i lavoratori, ampliare l’accesso a Medicare per le cure in gravidanza e creare una via speciale per regolarizzare lo status dei partecipanti usciti dal programma PALM. Per i datori di lavoro, questa vicenda rappresenta un monito: le carenze nel welfare possono mettere a rischio il futuro del programma PALM, che vale 2 miliardi di dollari e su cui l’agroindustria fa sempre più affidamento per colmare la carenza di manodopera. Le multinazionali che utilizzano prodotti australiani nelle catene globali di approvvigionamento dovrebbero rivedere i processi di due diligence per evitare rischi reputazionali legati alla schiavitù moderna.
Fonte: ABC News

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