
Il malcontento sindacale è tornato a farsi sentire nella compagnia di bandiera australiana dopo che il 66% dei piloti di lungo raggio di Qantas ha respinto l’accordo aziendale EA11 proposto. La votazione, chiusa il 20 aprile 2026 con un’affluenza del 95%, è arrivata dopo settimane di briefing tesi nelle sale equipaggio e nei forum online. La Federazione Australiana dei Piloti di Volo (AFAP) aveva invitato i membri a opporsi all’accordo, criticando il congelamento salariale biennale, gli aumenti inferiori all’inflazione successivi e le clausole di programmazione che, a loro avviso, compromettevano le misure contro la fatica. Il risultato riguarda circa 1.700 capitani e primi ufficiali che operano sugli A330, A380 e Boeing 787-9 della compagnia sulle rotte internazionali. La direzione di Qantas dovrà ora riprendere le trattative entro i termini stabiliti dalla Fair Work Commission. Sebbene i piloti non abbiano ancora minacciato azioni industriali, il rifiuto crea incertezza sul programma estivo della compagnia, inclusi i nuovi voli per l’Europa già soggetti a deviazioni geopolitiche. Un eventuale voto per azioni protette potrebbe partire con un preavviso di sette giorni in caso di stallo nelle trattative. Per gli acquirenti di viaggi aziendali il rischio è una possibile instabilità dei programmi nel secondo trimestre. I responsabili della mobilità con traffico esecutivo intenso sui voli a lungo raggio Qantas sono invitati a predisporre soluzioni alternative con partner oneworld come Cathay Pacific e Japan Airlines. Le aziende con politiche di mobilità basate sulla tariffa più bassa logica dovrebbero monitorare eventuali aumenti improvvisi dei prezzi in caso di riduzione della capacità. Lo stallo alimenta inoltre il dibattito più ampio sul mercato del lavoro aeronautico australiano, dove i piloti di wide-body qualificati restano molto richiesti a livello globale. Gli analisti sottolineano che il costo di sostituzione di un capitano esperto di 787 per Qantas supera ora i 2 milioni di dollari australiani, considerando spese di assunzione e certificazione, conferendo così al gruppo piloti un significativo potere negoziale nelle prossime settimane.