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Nuova legge sulle frontiere provoca reazioni per l’esclusione dei rifugiati LGBTQ+

giu 14, 2026
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Nuova legge sulle frontiere provoca reazioni per l’esclusione dei rifugiati LGBTQ+
La legge canadese Strengthening Immigration System and Borders Act (Disegno di legge C-12) è entrata ufficialmente in vigore il 13 giugno e sta già suscitando forti critiche da parte degli attivisti per i rifugiati. La normativa esclude la maggior parte dei richiedenti asilo che presentano la domanda oltre un anno dal loro primo ingresso in Canada, una modifica che Ottawa giustifica come deterrente contro le richieste "abusive" presentate solo per prolungare lo status temporaneo. Rainbow Railroad e altre associazioni LGBTQ sottolineano che questa regola penalizza in modo sproporzionato i migranti queer, che spesso necessitano di tempo per raccogliere prove o per fare coming out in sicurezza prima di chiedere protezione. Un ex studente mediorientale, intervistato anonimamente da The Canadian Press, ha scoperto che foto di lui a eventi Pride canadesi erano trapelate nel suo paese d’origine; tuttavia, essendo arrivato nel 2022, la sua richiesta del 2026 è ora considerata non idonea e trasferita a un processo di valutazione del rischio pre-rimozione (PRRA) solo su carta, con tassi di accettazione storicamente bassi. La ministra dell’Immigrazione Lena Diab ha difeso la legge davanti a una commissione del Senato, affermando che i casi di protezione chiari riceveranno comunque un "sì immediato". Dati interni del governo indicano che circa 30.000 pratiche potrebbero essere escluse dalla barriera dell’anno. Decine di ricorsi costituzionali sono già stati presentati alla Corte Federale, denunciando violazioni delle garanzie di uguaglianza e giusto processo della Carta. Per datori di lavoro e università che ospitano studenti internazionali, la nuova scadenza modifica i calcoli del rischio: i laureati che ritardano la richiesta di asilo potrebbero perdere l’autorizzazione al lavoro, la copertura sanitaria e, infine, lo status legale. I team di mobilità dovrebbero segnalare la tempistica più rigida nei materiali di orientamento e garantire che dipendenti o studenti vulnerabili abbiano accesso a consulenze legali tempestive. Mentre Ottawa insiste che la riforma preserva l’integrità del sistema di asilo canadese, i gruppi per i rifugiati avvertono che potrebbe costringere le persone a rischio a nascondersi o a tornare in paesi dove rischiano la prigione. Il dibattito prepara il terreno per una sentenza cruciale che potrebbe ridefinire l’equilibrio tra controllo delle frontiere e obblighi umanitari.
Fonte: CityNews / The Canadian Press

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