
La Francia ha avviato la più grande operazione temporanea alle frontiere dal torneo di calcio Euro 2016, in preparazione del vertice dei leader del G7 a Évian-les-Bains dal 15 al 17 giugno. Dalle 00:00 del 12 giugno fino alla notte del 18 giugno, solo sette dei 35 valichi stradali e rurali intorno a Ginevra resteranno aperti: Anières, Moillesulaz, Thônex-Vallard, Bardonnex, Perly, Meyrin e Ferney-Voltaire. I camion vengono deviati verso le dogane di Vallorbe e Boncourt, mentre gli automobilisti privati devono affrontare deviazioni fino a 40 km. Polizia francese e svizzera presidiano congiuntamente i valichi aperti, mentre 16.000 agenti francesi, droni ed elicotteri militari pattugliano l’ampia zona di sicurezza dell’Alta Savoia. Pass veicolari con QR code e zone a colori “blu” e “rosse” intorno a Évian richiamano il sistema testato durante le Olimpiadi di Parigi 2024. La chiusura colpisce i 120.000 lavoratori transfrontalieri che quotidianamente si spostano tra il Cantone di Ginevra e i dipartimenti francesi limitrofi. Le aziende svizzere hanno distribuito 25.000 badge speciali per il personale “essenziale” come ospedali e aeroporti, ma i produttori segnalano un’assenza vicina al 15%. Il Groupement transfrontalier européen avverte che le PMI dipendenti da consegne just-in-time rischiano fermi produttivi e costi per straordinari. Le società di logistica stimano che i tempi medi di transito sull’autostrada A40 siano quadruplicati nelle ore di punta. Gli itinerari di viaggio d’affari vengono riscritti rapidamente. Delegazioni, fornitori e giornalisti in arrivo all’aeroporto di Ginevra sono invitati a prevedere tre ore in più per i controlli di polizia. Gli albergatori di Ginevra segnalano cancellazioni da parte di ospiti riluttanti a rischiare trasferimenti stradali imprevedibili; nel frattempo, gli hotel di Annecy e Thonon hanno aumentato le tariffe di oltre il 60%. Il servizio TGV Lyria franco-svizzero è ancora operativo, ma la SNCF avverte di controlli di polizia a bordo e nelle stazioni di Annemasse e Cornavin. Per i responsabili della mobilità globale, l’episodio ricorda che il principio Schengen di frontiere interne aperte può essere sospeso con breve preavviso. I datori di lavoro con personale pendolare devono pianificare percorsi alternativi, ottenere pass derogatori quando possibile e rivedere le polizze assicurative che presuppongono la libera circolazione Schengen. I team di gestione del rischio viaggio dovrebbero informare i dipendenti su possibili proteste sia a Ginevra che a Évian. Dopo il 18 giugno i valichi dovrebbero riaprire, ma le autorità avvertono che lo smantellamento delle infrastrutture di sicurezza potrebbe richiedere 24-48 ore, prolungando i disagi. Guardando al futuro, il ministero dell’Interno ha anticipato che lo stesso modello di “bolla di sicurezza” sarà adottato per la finale della Coppa del Mondo di rugby 2026 a Lione, in ottobre. Le aziende operanti in altre regioni di confine — in particolare nei Paesi Baschi e nelle Alpi — dovrebbero quindi mappare i valichi critici e tenere pronta la documentazione per controlli a sorpresa.
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