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I colloqui al confine tra India e Bangladesh si concludono senza dichiarazione congiunta in mezzo a tensioni per le espulsioni forzate

giu 14, 2026
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I colloqui al confine tra India e Bangladesh si concludono senza dichiarazione congiunta in mezzo a tensioni per le espulsioni forzate
I colloqui a livello di direttore generale tra la Border Security Force (BSF) dell’India e la Border Guard Bangladesh (BGB) si sono conclusi a Nuova Delhi il 13 giugno senza il consueto briefing congiunto, evidenziando le tensioni legate ai recenti episodi di spari e presunti “respingimenti”. Secondo una nota della BSF, l’India ha sollecitato Dhaka ad accettare oltre 2.800 cittadini irregolari detenuti nel Bengala Occidentale e a Tripura; la BGB ha risposto esprimendo preoccupazione per gli episodi di fuoco letale che quest’anno hanno causato la morte di diversi civili bengalesi. L’incontro a porte chiuse ha esaminato le lacune nella recinzione di confine, le rotte del traffico di narcotici e l’impiego di volontari armati per la difesa dei villaggi, schierati dal Bangladesh lungo tratti sensibili. Pur ribadendo entrambi una politica di “tolleranza zero” verso la criminalità transfrontaliera, non è stato possibile aggiornare la Procedura Operativa Standard per la consegna dei detenuti, questione che coinvolge aziende di trasporto e lavoratori agricoli che attraversano regolarmente il confine con permessi giornalieri. Per gli esportatori indiani di beni di consumo a rapido movimento verso il Bangladesh, lo stallo potrebbe tradursi in scorte di convogli più lunghe e controlli documentali più frequenti a Petrapole–Benapole, il porto terrestre più trafficato dell’Asia. Le aziende di prodotti freschi lamentano che le merci deperibili già attendono 36 ore al varco; qualsiasi tensione potrebbe estendere i tempi a 48 ore, costringendo a deviazioni via Bhutan o porto di Kolkata. I colloqui hanno inoltre affrontato l’aumento stagionale di rifugiati Rohingya che tentano una migrazione secondaria dal Bangladesh verso il Nord-Est indiano. Nuova Delhi sta sperimentando telecamere di riconoscimento facciale in cinque posti di frontiera in Assam, mentre Dhaka ha richiesto un protocollo di condivisione dati per tutelare la privacy secondo la nuova Digital Security Act. È previsto un incontro virtuale di follow-up per fine luglio. Nel frattempo, i responsabili della mobilità dovrebbero pianificare percorsi alternativi e informare gli autisti sulla probabilità di controlli improvvisi, soprattutto notturni.
Fonte: Hindustan Times

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