
Un drone ricreativo avvistato a soli 400 metri dalla pista 24 di Ibiza ha costretto il controllo del traffico aereo a sospendere tutti i decolli e gli atterraggi alle 16:18 del 16 giugno. Le operazioni sono riprese 35 minuti dopo, ma non prima che quattro voli in arrivo — due Iberia Express da Madrid e Bilbao e due easyJet da Londra Gatwick — venissero dirottati su Palma di Maiorca e Barcellona-El Prat. Sebbene il disagio sia stato di breve durata, l’episodio evidenzia il crescente rischio operativo che i velivoli senza pilota rappresentano per gli aeroporti delle isole spagnole nel pieno della stagione turistica. Secondo la legge spagnola, è vietato far volare droni entro un raggio di 8 chilometri da un aeroporto; i trasgressori rischiano multe fino a 225.000 euro. La Guardia Civil ha aperto un’indagine e potrebbe impiegare nuove apparecchiature anti-drone a radiofrequenza recentemente testate a Málaga. I viaggiatori d’affari diretti a Ibiza per conferenze o visite in loco sono invitati a prevedere tempi di margine questa settimana, poiché il controllo del traffico aereo intensifica le finestre di sorveglianza. Le compagnie assicurative hanno ribadito che la copertura per ritardi potrebbe non essere valida se l’evento viene considerato “straordinario ed esterno”, pertanto i viaggiatori dovrebbero conservare le ricevute e puntare prima su eventuali gesti di buona volontà da parte delle compagnie aeree. L’incidente rafforza inoltre le richieste di Aena e dei sindacati dei piloti per un registro nazionale che colleghi ogni numero di serie dei droni a un’identità utente verificata, sostenendo che l’attuale sistema volontario non è sufficiente per garantire un’applicazione in tempo reale.
Fonte: Cadena SER Ibiza