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La Spagna resta sola mentre l'UE approva i centri di espulsione

giu 18, 2026
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La Spagna resta sola mentre l'UE approva i centri di espulsione
Il voto del Parlamento Europeo del 17 giugno per approvare il discusso Regolamento sui Rimpatri completa il nuovo Patto UE su Migrazione e Asilo. Il regolamento impone ai richiedenti asilo respinti di collaborare con le autorità, consente la detenzione fino a 30 mesi e, soprattutto, permette agli Stati membri di trasferire i migranti in centri di espulsione in paesi terzi. La Spagna si è distinta dagli altri grandi Stati membri esprimendo l’unico “no” netto a livello di Consiglio. Madrid sostiene che la detenzione extraterritoriale viola i diritti fondamentali e esporrebbe l’UE a costose cause legali. In una lettera inviata agli ambasciatori UE la scorsa settimana, il Segretario agli Esteri spagnolo Fernando Sampedro ha avvertito che strutture “in stile Guantánamo” danneggerebbero la reputazione europea sui diritti umani e creerebbero problemi logistici per gli Stati di frontiera che già ospitano grandi centri di accoglienza. Per le aziende che trasferiscono personale con ICT UE, Carta Blu o visti intra-aziendali, la posizione spagnola potrebbe essere cruciale. Se Madrid rifiuterà di utilizzare i centri in paesi terzi, le missioni oltre il termine previsto in Spagna continueranno a essere gestite sul territorio spagnolo secondo le attuali norme sui rimpatri, riducendo il rischio di trasferimenti in hub remoti con scarsa supervisione consolare. Tuttavia, le multinazionali devono prepararsi a un’applicazione differenziata nel blocco e a tempi più lunghi per il rilascio dei permessi di soggiorno, poiché altri Paesi riorienteranno risorse verso il nuovo sistema. I consulenti per l’immigrazione sottolineano che le aziende con progetti pan-europei dovranno monitorare quali giurisdizioni adotteranno i centri, aggiornare i protocolli di conformità per i lavoratori distaccati e iniziare a selezionare fornitori nei Paesi, soprattutto in Nord e Africa occidentale, che potrebbero ospitare le strutture. I team per la gestione dei rischi di viaggio dovranno inoltre vigilare su eventuali misure di ritorsione da parte dei Paesi d’origine contrari al rimpatrio dei propri cittadini secondo il nuovo sistema sanzionatorio UE sui visti. Nel breve termine, il rifiuto spagnolo ha un valore soprattutto simbolico; il regolamento potrà comunque entrare in vigore dopo la ratifica da parte dei parlamenti nazionali. Tuttavia, la posizione del governo spagnolo fa di Madrid un contrappeso interno all’UE rispetto alle politiche più dure e potrebbe influenzare l’organizzazione operativa delle missioni di rimpatrio di Frontex nel corridoio mediterraneo.
Fonte: El País

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