
Svizzera e Italia hanno segnalato un disgelo in una lunga disputa fiscale transfrontaliera il 18 giugno, annunciando che i ministri delle finanze Karin Keller-Sutter e Giancarlo Giorgetti si incontreranno a Roma entro la fine del mese. Al centro della questione ci sono alcune “incongruenze operative” nell’accordo del 2020 sui lavoratori frontalieri, che ha rivoluzionato la ripartizione dell’imposta sul reddito per i 70.000 italiani che ogni giorno si spostano per lavoro in Ticino, Vallese e Grigioni. Dall’entrata in vigore provvisoria del trattato, i datori di lavoro svizzeri hanno lamentato problemi con i software per le buste paga, mentre i lavoratori hanno segnalato un aumento dell’aliquota fiscale effettiva. Nel frattempo, i comuni italiani denunciano ritardi di mesi nei rimborsi da Berna, mettendo sotto pressione i bilanci locali. Secondo la dichiarazione congiunta, entrambe le parti proporranno correzioni tecniche riguardanti i metodi di ritenuta, lo scambio di dati e la risoluzione delle controversie, con l’obiettivo di firmare un protocollo modificativo entro fine anno. Perché è importante: i lavoratori frontalieri sono il pilastro dei distretti manifatturieri e delle scienze della vita nel sud della Svizzera. L’incertezza sul reddito netto ha già spinto alcuni meccanici qualificati a cercare lavoro oltre il confine francese, secondo i reclutatori. Multinazionali come Johnson & Johnson e ABB hanno sollecitato i due governi a garantire una tassazione “stabile, prevedibile e competitiva” per evitare carenze di talenti. Le trattative hanno anche un peso geopolitico: la Svizzera spera che un rapporto più fluido con i frontalieri rafforzi il suo sforzo più ampio di normalizzare i rapporti economici con l’UE, mentre l’Italia punta a ottenere successi politici interni in vista del ciclo di bilancio 2027. Gli osservatori prevedono che Roma spingerà per trasferimenti fiscali più rapidi, mentre Berna chiederà garanzie più chiare contro la doppia imposizione in caso di espansione del lavoro a distanza. Le aziende con personale nel corridoio Lombardia-Ticino dovrebbero monitorare l’esito dell’incontro di Roma; i team paghe potrebbero dover aggiornare le trattenute già dal 1° gennaio 2027 se il protocollo sarà ratificato nei tempi previsti.
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