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La Commissione sollecita Polonia e altri otto Paesi a eliminare i controlli interni di Schengen

giu 22, 2026
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La Commissione sollecita Polonia e altri otto Paesi a eliminare i controlli interni di Schengen
Con il termine oggi, 21 giugno, del ciclo semestrale dei controlli temporanei alle frontiere interne, la Commissione Europea ha rinnovato l’appello a Polonia, Germania e altri sette Stati membri Schengen affinché elaborino strategie di uscita per i controlli reintrodotti nel 2024. Una comunicazione della Commissione, inviata ai ministeri degli Interni nazionali, evidenzia un calo del 40% degli ingressi irregolari alle frontiere esterne dell’UE quest’anno e l’implementazione di sistemi digitali di controllo come l’EES, motivi per cui le misure straordinarie «non possono più essere giustificate in modo permanente».

La Polonia ha reintrodotto i controlli alle frontiere con Germania e Lituania nel luglio 2025, sostenendo che le reti di contrabbando sostenute da Mosca e operative attraverso la Bielorussia rappresentano una minaccia ibrida acuta. Varsavia ha rinnovato la misura ogni due mesi, effettuando controlli a campione fino a 15 km all’interno del confine. Pur sostenendo che i controlli siano proporzionati, il governo Tusk deve fare i conti con le lamentele degli autotrasportatori, che segnalano ritardi che aggiungono tra 80 e 120 euro al costo medio del viaggio in camion tra Varsavia e Berlino.

La Commissione sollecita Polonia e altri otto Paesi a eliminare i controlli interni di Schengen


La lettera della Commissione — visionata da Trans.info — chiede alla Polonia di presentare entro il 30 settembre un calendario basato sui rischi per la graduale eliminazione dei controlli o la loro sostituzione con pattuglie mobili di polizia e sistemi automatici di riconoscimento delle targhe. Viene inoltre offerto un finanziamento di 12 milioni di euro dal Fondo per la Sicurezza Interna per tecnologie che consentano agli agenti di scansionare documenti biometrici senza fermare ogni veicolo.

Le associazioni di categoria hanno accolto con favore questa pressione. La Camera di Commercio Polacco-Tedesca stima che il pieno ripristino della libera circolazione senza passaporto lungo l’Oder-Neisse ridurrebbe di almeno 20 minuti i tempi di attraversamento per i 25.000 frontalieri impiegati nei cluster logistici e manifatturieri su entrambi i lati del confine.

Il mancato adeguamento potrebbe portare a interrogazioni della Polonia nel Consiglio Schengen questo autunno, anche se finora Bruxelles ha evitato di avviare procedure di infrazione. Il Ministero dell’Interno di Varsavia ha dichiarato che «analizzerà attentamente il parere della Commissione», sottolineando però che qualsiasi allentamento «non può compromettere la sicurezza nazionale in un momento di continua aggressione russa contro l’Ucraina».
Fonte: Trans.info

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