
La Segreteria di Stato della Migrazione (SEM) svizzera ha pubblicato il rapporto semestrale intermedio sul progetto pilota “Task-Force Intensivtäter” (TIA), un programma che coordina autorità giudiziarie, di polizia e migratorie per gestire i criminali stranieri pericolosi. Avviata nel giugno 2025 in dieci cantoni, la task force funge da centro di gestione dei casi: non appena un richiedente asilo o un altro cittadino straniero diventa oggetto di procedimenti penali, SEM, procuratori cantonali, polizia e autorità carcerarie condividono dati e decidono se attivare immediatamente misure coercitive come la detenzione in attesa di espulsione, trasferimenti secondo il regolamento di Dublino o altre azioni.
Secondo il rapporto, nei primi sei mesi sono stati gestiti 87 casi; circa due terzi riguardano persone nel sistema d’asilo provenienti da paesi con tassi di riconoscimento molto bassi. 36 casi sono già stati risolti, tramite effettiva partenza o fuga, mentre 51 persone sono ancora in custodia in attesa di espulsione. Le misure concrete includono la segnalazione dei casi TIA nel sistema centrale di migrazione (ZEMIS), la loro evidenziazione nel Sistema d’Informazione Schengen per facilitare la detenzione al confine e l’accelerazione dei trasferimenti Dublino al termine delle pene detentive.
La SEM sottolinea che gli strumenti legali per le espulsioni esistono già, ma la coordinazione era frammentata. Il progetto pilota dimostra che la condivisione precoce dei dati abbrevia le procedure e impedisce il rilascio di criminali ad alto rischio la cui espulsione non è ancora stata eseguita. Un rapporto finale, previsto per la fine del 2026, consiglierà se rendere la TIA una struttura nazionale permanente.
Per le imprese, l’iniziativa segnala un rafforzamento della sicurezza interna in Svizzera senza l’introduzione di limiti generali all’immigrazione. I team delle risorse umane devono però aspettarsi controlli più rigorosi su assegnati con precedenti penali e decisioni più rapide sulle domande d’asilo. Le multinazionali che sponsorizzano lavoratori o tirocinanti sotto i regimi di asilo o ammissione temporanea dovranno monitorare attentamente lo status legale per evitare espulsioni dell’ultimo minuto.
Il progetto pilota evidenzia inoltre una tendenza più ampia nell’area Schengen: gli Stati membri stanno collegando i dati della giustizia penale con quelli migratori per identificare prima i rischi per la sicurezza. Le aziende che spostano personale attraverso le frontiere Schengen devono prepararsi a controlli più sistematici e dare priorità alla conformità con le normative locali su registrazione, tasse e assicurazioni per evitare attenzioni indesiderate.
Secondo il rapporto, nei primi sei mesi sono stati gestiti 87 casi; circa due terzi riguardano persone nel sistema d’asilo provenienti da paesi con tassi di riconoscimento molto bassi. 36 casi sono già stati risolti, tramite effettiva partenza o fuga, mentre 51 persone sono ancora in custodia in attesa di espulsione. Le misure concrete includono la segnalazione dei casi TIA nel sistema centrale di migrazione (ZEMIS), la loro evidenziazione nel Sistema d’Informazione Schengen per facilitare la detenzione al confine e l’accelerazione dei trasferimenti Dublino al termine delle pene detentive.
La SEM sottolinea che gli strumenti legali per le espulsioni esistono già, ma la coordinazione era frammentata. Il progetto pilota dimostra che la condivisione precoce dei dati abbrevia le procedure e impedisce il rilascio di criminali ad alto rischio la cui espulsione non è ancora stata eseguita. Un rapporto finale, previsto per la fine del 2026, consiglierà se rendere la TIA una struttura nazionale permanente.
Per le imprese, l’iniziativa segnala un rafforzamento della sicurezza interna in Svizzera senza l’introduzione di limiti generali all’immigrazione. I team delle risorse umane devono però aspettarsi controlli più rigorosi su assegnati con precedenti penali e decisioni più rapide sulle domande d’asilo. Le multinazionali che sponsorizzano lavoratori o tirocinanti sotto i regimi di asilo o ammissione temporanea dovranno monitorare attentamente lo status legale per evitare espulsioni dell’ultimo minuto.
Il progetto pilota evidenzia inoltre una tendenza più ampia nell’area Schengen: gli Stati membri stanno collegando i dati della giustizia penale con quelli migratori per identificare prima i rischi per la sicurezza. Le aziende che spostano personale attraverso le frontiere Schengen devono prepararsi a controlli più sistematici e dare priorità alla conformità con le normative locali su registrazione, tasse e assicurazioni per evitare attenzioni indesiderate.
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