
Le voci su una possibile sospensione totale dell'elaborazione di visti e passaporti indiani all'estero sono state smentite il 3 luglio 2026, quando il portavoce del Ministero degli Affari Esteri (MEA), Randhir Jaiswal, ha dichiarato ai giornalisti che le missioni in Australia, Kuwait e Emirati Arabi Uniti stanno “continuando a offrire servizi consolari limitati” direttamente, in attesa della risoluzione legale dei contratti di outsourcing.
La precisazione arriva dopo che VFS Global ha sospeso i servizi consolari, passaporti e visti (CPV) in nove centri australiani dal 1° luglio, a seguito di un ricorso presentato da un concorrente contro la nuova gara d’appalto presso l’Alta Corte di Delhi. Dispute simili hanno rallentato il passaggio ad Al Hind Tours & Travels negli Emirati Arabi Uniti e a BLS International in Kuwait.
Al momento, passaporti d’emergenza, documenti di viaggio per situazioni di vita o morte, attestazioni e alcune categorie limitate di visti (medici, per lutto) vengono gestiti direttamente da ambasciate e consolati, mentre le domande ordinarie per visti turistici e OCI sono sospese. I richiedenti devono prenotare appuntamenti via email; l’accesso senza appuntamento è sconsigliato a causa delle limitazioni di personale.
I responsabili della mobilità che trasferiscono personale in questi paesi dovrebbero prevedere tempi di attesa di 6-8 settimane e consigliare ai dipendenti di mantenere passaporti validi per almeno 12 mesi. I datori di lavoro indiani che inviano personale all’estero potrebbero dover organizzare il rinnovo in loco tramite le autorità locali o far rientrare i dipendenti in India per la raccolta biometrica, fino alla ripresa dell’outsourcing.
La controversia riapre il dibattito sulla forte dipendenza dell’India dai fornitori privati per i servizi visti. Fonti del settore riferiscono che il MEA sta valutando un modello ibrido, in cui i servizi essenziali — rinnovo passaporti, visti d’emergenza — restano gestiti internamente, mentre segmenti ad alto volume come OCI e visti turistici rimangono in outsourcing, ma con accordi di servizio più rigorosi.
La precisazione arriva dopo che VFS Global ha sospeso i servizi consolari, passaporti e visti (CPV) in nove centri australiani dal 1° luglio, a seguito di un ricorso presentato da un concorrente contro la nuova gara d’appalto presso l’Alta Corte di Delhi. Dispute simili hanno rallentato il passaggio ad Al Hind Tours & Travels negli Emirati Arabi Uniti e a BLS International in Kuwait.
Al momento, passaporti d’emergenza, documenti di viaggio per situazioni di vita o morte, attestazioni e alcune categorie limitate di visti (medici, per lutto) vengono gestiti direttamente da ambasciate e consolati, mentre le domande ordinarie per visti turistici e OCI sono sospese. I richiedenti devono prenotare appuntamenti via email; l’accesso senza appuntamento è sconsigliato a causa delle limitazioni di personale.
I responsabili della mobilità che trasferiscono personale in questi paesi dovrebbero prevedere tempi di attesa di 6-8 settimane e consigliare ai dipendenti di mantenere passaporti validi per almeno 12 mesi. I datori di lavoro indiani che inviano personale all’estero potrebbero dover organizzare il rinnovo in loco tramite le autorità locali o far rientrare i dipendenti in India per la raccolta biometrica, fino alla ripresa dell’outsourcing.
La controversia riapre il dibattito sulla forte dipendenza dell’India dai fornitori privati per i servizi visti. Fonti del settore riferiscono che il MEA sta valutando un modello ibrido, in cui i servizi essenziali — rinnovo passaporti, visti d’emergenza — restano gestiti internamente, mentre segmenti ad alto volume come OCI e visti turistici rimangono in outsourcing, ma con accordi di servizio più rigorosi.
Fonte: The Daily Guardian
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