
Per la prima volta in oltre vent’anni un ministro degli Esteri cinese ha effettuato una visita ufficiale in Finlandia. Wang Yi è arrivato a Helsinki domenica 5 luglio, incontrando la sua omologa Elina Valtonen e il presidente Alexander Stubb, prima di recarsi alla residenza estiva presidenziale di Naantali. Secondo un dispaccio serale di Xinhua, Wang ha dichiarato che Pechino è pronta a “espandere il commercio e gli investimenti e approfondire la cooperazione nella transizione verde, nell’innovazione scientifica e nell’intelligenza artificiale” nell’ambito del Piano d’Azione Congiunto 2023-2027 tra i due Paesi.
Sebbene i colloqui siano stati espressi in termini macroeconomici, i funzionari di entrambe le parti hanno confermato che le questioni legate alla mobilità sono state al centro dell’attenzione. Il Ministero degli Esteri finlandese ha dichiarato ai media locali di voler ripristinare il programma pre-pandemico di 35 voli diretti settimanali tra Helsinki e le città della Cina continentale, una rete che un tempo rappresentava un quarto del traffico a lungo raggio di Finnair. Anche le compagnie aeree cinesi stanno facendo pressione per ottenere ulteriori slot all’aeroporto di Helsinki-Vantaa, mentre ricostruiscono la capacità in Europa dopo la riapertura delle frontiere cinesi nel gennaio 2025.
Wang e Valtonen hanno concordato di istituire un gruppo di lavoro sulla “facilitazione dei visti per imprenditori, studenti e talenti high-tech”, con un primo incontro previsto per settembre. La visita arriva mentre la Cina avvia una più ampia offensiva di charme nel Nord Europa, dopo aver fatto tappa in Danimarca e Svezia all’inizio della settimana. Gli analisti sottolineano che Helsinki è un punto focale naturale per il suo ruolo di hub di trasferimento est-ovest e per la sua esperienza nella ricerca sul 6G, un settore che Pechino desidera sviluppare congiuntamente per evitare le insidie dei controlli alle esportazioni transatlantici.
Le aziende tecnologiche finlandesi come Nokia e Kone hanno una forte presenza in Cina e stanno facendo pressione per facilitare i trasferimenti intra-aziendali, soprattutto dopo l’inasprimento dei requisiti per il permesso di soggiorno permanente in Finlandia a gennaio. Per i pianificatori della mobilità globale, il messaggio immediato è che esiste una volontà politica bilaterale di semplificare le formalità d’ingresso. Le ambasciate finlandesi a Pechino e Shanghai rilasciano ancora visti Schengen entro 15 giorni, ma il mondo degli affari lamenta che le procedure per il permesso di uscita cinese possono richiedere fino a sei settimane.
Se il nuovo gruppo di lavoro manterrà la promessa di canali prioritari per le delegazioni, i tempi di viaggio potrebbero ridursi significativamente entro l’inizio del 2027, proprio mentre i progetti finlandesi sull’idrogeno verde cercano investimenti cinesi. Strategicamente, la tappa di Wang sottolinea il delicato equilibrio geopolitico che affronta il più recente membro della NATO. Helsinki è desiderosa di diversificare i mercati di esportazione, dato il crollo del commercio con la Russia, ma deve farlo senza alienare i partner UE preoccupati per le tattiche di coercizione economica di Pechino.
L’ampliamento dei legami tra persone – turismo, scambi studenteschi e distacchi per ricerca e sviluppo – rappresenta una via a basso rischio per un coinvolgimento più profondo. I professionisti della mobilità dovrebbero monitorare l’eventuale introduzione di schemi pilota di visto all’arrivo o visti multipli a lunga durata che potrebbero emergere dalle negoziazioni promesse.
Sebbene i colloqui siano stati espressi in termini macroeconomici, i funzionari di entrambe le parti hanno confermato che le questioni legate alla mobilità sono state al centro dell’attenzione. Il Ministero degli Esteri finlandese ha dichiarato ai media locali di voler ripristinare il programma pre-pandemico di 35 voli diretti settimanali tra Helsinki e le città della Cina continentale, una rete che un tempo rappresentava un quarto del traffico a lungo raggio di Finnair. Anche le compagnie aeree cinesi stanno facendo pressione per ottenere ulteriori slot all’aeroporto di Helsinki-Vantaa, mentre ricostruiscono la capacità in Europa dopo la riapertura delle frontiere cinesi nel gennaio 2025.
Wang e Valtonen hanno concordato di istituire un gruppo di lavoro sulla “facilitazione dei visti per imprenditori, studenti e talenti high-tech”, con un primo incontro previsto per settembre. La visita arriva mentre la Cina avvia una più ampia offensiva di charme nel Nord Europa, dopo aver fatto tappa in Danimarca e Svezia all’inizio della settimana. Gli analisti sottolineano che Helsinki è un punto focale naturale per il suo ruolo di hub di trasferimento est-ovest e per la sua esperienza nella ricerca sul 6G, un settore che Pechino desidera sviluppare congiuntamente per evitare le insidie dei controlli alle esportazioni transatlantici.
Le aziende tecnologiche finlandesi come Nokia e Kone hanno una forte presenza in Cina e stanno facendo pressione per facilitare i trasferimenti intra-aziendali, soprattutto dopo l’inasprimento dei requisiti per il permesso di soggiorno permanente in Finlandia a gennaio. Per i pianificatori della mobilità globale, il messaggio immediato è che esiste una volontà politica bilaterale di semplificare le formalità d’ingresso. Le ambasciate finlandesi a Pechino e Shanghai rilasciano ancora visti Schengen entro 15 giorni, ma il mondo degli affari lamenta che le procedure per il permesso di uscita cinese possono richiedere fino a sei settimane.
Se il nuovo gruppo di lavoro manterrà la promessa di canali prioritari per le delegazioni, i tempi di viaggio potrebbero ridursi significativamente entro l’inizio del 2027, proprio mentre i progetti finlandesi sull’idrogeno verde cercano investimenti cinesi. Strategicamente, la tappa di Wang sottolinea il delicato equilibrio geopolitico che affronta il più recente membro della NATO. Helsinki è desiderosa di diversificare i mercati di esportazione, dato il crollo del commercio con la Russia, ma deve farlo senza alienare i partner UE preoccupati per le tattiche di coercizione economica di Pechino.
L’ampliamento dei legami tra persone – turismo, scambi studenteschi e distacchi per ricerca e sviluppo – rappresenta una via a basso rischio per un coinvolgimento più profondo. I professionisti della mobilità dovrebbero monitorare l’eventuale introduzione di schemi pilota di visto all’arrivo o visti multipli a lunga durata che potrebbero emergere dalle negoziazioni promesse.
Fonte: Xinhua
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