
Il lancio del prossimo grande ostacolo ai viaggi in Europa—il sistema europeo di informazione e autorizzazione di viaggio (ETIAS) da 20 €—è stato posticipato di almeno un anno. Secondo quanto riportato dal Financial Times e confermato da fonti interne a EU-LISA, problemi di integrazione software e la crisi continua ai controlli di frontiera fanno sì che il sistema di pre-autorizzazione Schengen non sarà operativo prima del 2027. Il sito ETIAS indica ancora “Q4 2026”, ma i funzionari di Bruxelles ammettono privatamente che questo obiettivo è ormai “illusorio”.
Per le aziende belghe il ritardo ha un doppio effetto. Da un lato, i responsabili dei viaggi aziendali guadagnano tempo prima di dover integrare i controlli ETIAS nei processi di prenotazione per il personale non UE e i clienti in visita. Le società di gestione viaggi a Bruxelles avevano stimato costi di implementazione tra i 50 e i 70 € per viaggiatore, considerando le spese generali del programma. Dall’altro lato, il rinvio prolunga l’incertezza. Le compagnie aeree non possono completare gli aggiornamenti del sistema di controllo partenze (DCS), e l’Ufficio Immigrazione belga dovrà mantenere il controllo manuale delle Informazioni Passeggeri Anticipate (API) per un’altra stagione di picco. Ciò comporta più burocrazia sulla privacy per i team HR che sponsorizzano incarichi di lavoro temporanei.
La Commissione sottolinea che l’attenzione deve rimanere sulla stabilizzazione del Sistema Europeo di Entrata/Uscita (EES) prima di aggiungere un ulteriore livello di controlli. I gruppi di settore concordano, ma insistono affinché l’architettura ETIAS sia pronta per i test almeno sei mesi prima del lancio, per evitare un nuovo caos come quello di questa estate. Le aziende con un alto flusso di visitatori da USA e Regno Unito verso il Belgio dovrebbero quindi valutare opzioni alternative di esenzione dal visto e assicurarsi che le lettere di invito specifichino chiaramente lo scopo e la durata del soggiorno—la polizia di frontiera potrebbe infatti basarsi su questi documenti fino a quando ETIAS non diventerà obbligatorio.
Per le aziende belghe il ritardo ha un doppio effetto. Da un lato, i responsabili dei viaggi aziendali guadagnano tempo prima di dover integrare i controlli ETIAS nei processi di prenotazione per il personale non UE e i clienti in visita. Le società di gestione viaggi a Bruxelles avevano stimato costi di implementazione tra i 50 e i 70 € per viaggiatore, considerando le spese generali del programma. Dall’altro lato, il rinvio prolunga l’incertezza. Le compagnie aeree non possono completare gli aggiornamenti del sistema di controllo partenze (DCS), e l’Ufficio Immigrazione belga dovrà mantenere il controllo manuale delle Informazioni Passeggeri Anticipate (API) per un’altra stagione di picco. Ciò comporta più burocrazia sulla privacy per i team HR che sponsorizzano incarichi di lavoro temporanei.
La Commissione sottolinea che l’attenzione deve rimanere sulla stabilizzazione del Sistema Europeo di Entrata/Uscita (EES) prima di aggiungere un ulteriore livello di controlli. I gruppi di settore concordano, ma insistono affinché l’architettura ETIAS sia pronta per i test almeno sei mesi prima del lancio, per evitare un nuovo caos come quello di questa estate. Le aziende con un alto flusso di visitatori da USA e Regno Unito verso il Belgio dovrebbero quindi valutare opzioni alternative di esenzione dal visto e assicurarsi che le lettere di invito specifichino chiaramente lo scopo e la durata del soggiorno—la polizia di frontiera potrebbe infatti basarsi su questi documenti fino a quando ETIAS non diventerà obbligatorio.
Fonte: Euronews
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