
La trasmissione del weekend di NPR ha evidenziato il crescente caos negli aeroporti dell’area Schengen, a seguito dell’introduzione da parte dell’Unione Europea del Sistema di Entrata/Uscita (EES) — un processo obbligatorio di riconoscimento facciale e impronte digitali per tutti gli arrivi e le partenze di cittadini non appartenenti all’UE. Sebbene la tecnologia sia pensata per rafforzare i controlli sugli overstayer, aeroporti da Copenaghen a Roma hanno segnalato code superiori alle tre ore dopo il malfunzionamento di più chioschi il 11 luglio. Per i cittadini statunitensi, l’impatto immediato si traduce in coincidenze perse e problemi di Duty-of-Care per i datori di lavoro. Un sondaggio di Gartner Travel pubblicato domenica mostra che il 64% dei responsabili della mobilità delle aziende Fortune 500 ha già riprogrammato i viaggi evitando incontri tra entità legali intra-europee la prossima settimana. Alcuni stanno indirizzando il personale verso Eurostar o treni a corto raggio per evitare un secondo controllo passaporti. Compagnie aeree e l’Associazione Internazionale del Trasporto Aereo (IATA) hanno chiesto a Bruxelles di sospendere l’EES fino a dopo il picco stagionale, ma la Commissione Europea sostiene che i problemi iniziali sono “limitati” e che i vettori devono adeguarsi. Le compagnie statunitensi con accordi di pre-clearance — in particolare Delta a Dublino e American a Shannon — affermano che tali strutture restano esenti, offrendo una preziosa soluzione per dirigenti con tempi stretti. I consulenti di viaggio raccomandano di presentarsi almeno quattro ore prima della partenza, utilizzare prenotazioni fast-track tramite app dove disponibili e portare con sé la prova di connessioni successive strette per richiedere assistenza per saltare la fila. Gli americani esenti da visto restano limitati a 90 giorni ogni 180 giorni secondo le regole Schengen; l’EES ora applicherà automaticamente i controlli sugli overstayer, aumentando il rischio di multe o divieti futuri.
Fonte: NPR/WUNC