
Alla Conferenza annuale sull’asilo e l’immigrazione del Centro irlandese per il diritto europeo, tenutasi il 16 luglio 2026, avvocati e accademici hanno messo in guardia sul fatto che la Legge sulla protezione internazionale del 2026 potrebbe entrare in conflitto con gli standard europei sull’asilo, nonostante l’obiettivo del Governo di semplificare le procedure. I relatori hanno definito la normativa un paradosso: promette un “esame approfondito” delle richieste di asilo, ma allo stesso tempo impone scadenze rigide per ridurre i tempi di elaborazione. Le principali preoccupazioni riguardano la sezione sulle procedure di frontiera, che obbliga i richiedenti ospitati in un Centro designato per le procedure di frontiera a presentarsi quotidianamente, pur negando loro l’ingresso formale nello Stato. Sarah Cooney BL ha sostenuto che questa disposizione rischia di configurarsi come una “detenzione di fatto”, potenzialmente in contrasto con le sentenze della Corte di Giustizia dell’UE sui diritti di libertà dei richiedenti. La detenzione per i rimpatriati viene inoltre estesa dalla legge: gli articoli 223-234 aumentano il periodo massimo da otto a dodici settimane e introducono revisioni giudiziarie ogni quattro settimane, modifiche che gli avvocati prevedono porteranno a contenziosi costituzionali. Nel frattempo, il nuovo Tribunale per i ricorsi in materia di asilo e rimpatri (TARA) sostituisce l’IPAT e deve effettuare revisioni “complete e ex nunc”, ma il ricorso cartaceo di default e l’effetto sospensivo limitato potrebbero ridurre l’efficacia dei rimedi. Per datori di lavoro e team di ricollocamento, il tentativo della legge di concludere i casi entro sei mesi potrebbe alla fine abbreviare i tempi per l’autorizzazione al lavoro di rifugiati e beneficiari di protezione sussidiaria. Tuttavia, fino a quando le incertezze legali non si chiariranno, i programmi di mobilità devono aspettarsi una continua instabilità nelle autorizzazioni lavorative legate alla protezione e possibili aggiustamenti delle politiche su ordine dei tribunali.
Fonte: Law Society Gazette
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