
In un’intervista sincera pubblicata il 20 luglio da Travelnews, il pioniere dell’aviazione Moritz Suter—fondatore di Crossair e ex presidente ad interim di Swissair—ha criticato la vendita del 2005 di Swiss International Air Lines (SWISS) al gruppo tedesco Lufthansa. Suter ha sostenuto che una compagnia di bandiera svizzera indipendente sarebbe stata sostenibile e che l’integrazione ha progressivamente eroso l’identità aziendale svizzera. Le sue osservazioni arrivano in un momento di crescente malcontento all’interno di SWISS, dopo che a febbraio sono state impartite istruzioni all’equipaggio di cabina di fare annunci a bordo che facessero riferimento alla proprietà della compagnia da parte di Lufthansa. Alcuni membri dell’equipaggio ignorano il copione, vedendolo come un’ulteriore prova della perdita culturale. Il marchio Lufthansa è stato inoltre aggiunto sotto la livrea SWISS sui fusoliere degli aerei. Suter ha fatto un paragone con Singapore Airlines, sottolineando che un mercato domestico piccolo non esclude il successo come hub globale se si preservano autonomia del marchio e reputazione del servizio. Ha inoltre lamentato la perdita del know-how aeronautico svizzero, paragonandola al declino dell’industria tessile svizzera, un tempo leader mondiale. Dal punto di vista della mobilità, la critica di Suter riapre il dibattito sulle decisioni strategiche nella consolidazione delle compagnie aeree europee. Se da un lato far parte di un grande gruppo garantisce potere d’acquisto e alimentazione della rete, dall’altro può limitare l’agilità nella pianificazione delle rotte—un problema che riguarda gli esportatori svizzeri dipendenti da collegamenti diretti. Qualsiasi nuovo confronto sulla proprietà potrebbe influenzare futuri investimenti negli hub di Zurigo e Ginevra, le alleanze in code-share e persino l’occupazione nel settore aereo svizzero. Per i responsabili della mobilità aziendale globale, la lezione principale è di natura reputazionale più che operativa: le politiche di viaggio aziendale basate sulla nazionalità che privilegiano le compagnie di bandiera potrebbero dover rivedere la percezione del marchio rispetto alle reali strutture di proprietà, soprattutto se i passeggeri assoceranno sempre più SWISS a Lufthansa nelle future campagne di marketing.
Fonte: Travelnews