
La società di consulenza per l'immigrazione Five Star International ha diffuso un bollettino del Home Office datato 27 luglio, ricordando a oltre cinque milioni di titolari dello status del EU Settlement Scheme (EUSS) di mantenere aggiornati i propri account UKVI. A partire dai primi mesi del 2026, i vettori effettueranno controlli automatici dell’eVisa al momento del check-in; dati del passaporto non aggiornati potrebbero causare il rifiuto dell’imbarco o lunghe ispezioni secondarie all’arrivo.
Il comunicato conferma inoltre che il Home Office sta semplificando il passaggio dallo status pre-settled a quello settled: ora è richiesta una prova di 30 mesi di residenza negli ultimi cinque anni di riferimento, rispetto al precedente requisito che limitava le assenze a un massimo di sei mesi in ogni periodo di 12 mesi. UKVI ha iniziato a convertire automaticamente i titolari idonei utilizzando i dati di HMRC e DWP, contattando direttamente i beneficiari via email.
Per datori di lavoro e università che si affidano a cittadini EEA e svizzeri, il messaggio è chiaro: assicurarsi che dipendenti e studenti carichino i nuovi numeri di passaporto non appena i documenti vengono rinnovati e pianificare comunicazioni interne con largo anticipo rispetto ai viaggi estivi del 2026. La mancata osservanza potrebbe compromettere le scadenze dei progetti se i lavoratori restano bloccati all’estero o subiscono ritardi ai porti britannici.
I team di mobilità dovrebbero inoltre aggiornare le procedure di verifica del diritto al lavoro. Poiché lo status digitale diventerà la prova principale entro il 2026, le fotocopie delle vignette sui passaporti in scadenza non saranno più accettate. Un audit dei sistemi HR per verificare l’integrazione della cattura del codice di condivisione eVisa aiuterà a evitare sanzioni civili previste dall’Immigration Act.
Il comunicato conferma inoltre che il Home Office sta semplificando il passaggio dallo status pre-settled a quello settled: ora è richiesta una prova di 30 mesi di residenza negli ultimi cinque anni di riferimento, rispetto al precedente requisito che limitava le assenze a un massimo di sei mesi in ogni periodo di 12 mesi. UKVI ha iniziato a convertire automaticamente i titolari idonei utilizzando i dati di HMRC e DWP, contattando direttamente i beneficiari via email.
Per datori di lavoro e università che si affidano a cittadini EEA e svizzeri, il messaggio è chiaro: assicurarsi che dipendenti e studenti carichino i nuovi numeri di passaporto non appena i documenti vengono rinnovati e pianificare comunicazioni interne con largo anticipo rispetto ai viaggi estivi del 2026. La mancata osservanza potrebbe compromettere le scadenze dei progetti se i lavoratori restano bloccati all’estero o subiscono ritardi ai porti britannici.
I team di mobilità dovrebbero inoltre aggiornare le procedure di verifica del diritto al lavoro. Poiché lo status digitale diventerà la prova principale entro il 2026, le fotocopie delle vignette sui passaporti in scadenza non saranno più accettate. Un audit dei sistemi HR per verificare l’integrazione della cattura del codice di condivisione eVisa aiuterà a evitare sanzioni civili previste dall’Immigration Act.
Fonte: Five Star International
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