
I lavoratori frontalieri e le aziende che li impiegano affrontano da oggi una nuova procedura nel cantone svizzero meridionale del Ticino. Da lunedì 3 agosto 2026, ogni domanda, rinnovo o modifica per i permessi G (frontalieri), B (residenza) e C (dimora) dovrà essere presentata esclusivamente tramite il portale eGovernment cantonale. La modifica, annunciata a metà luglio e entrata in vigore oggi, elimina gli ultimi residui del cosiddetto sistema “ibrido” introdotto nel 2017, in cui i richiedenti compilavano un modulo online per poi stampare, firmare e spedire il dossier cartaceo a Bellinzona.
La Sezione della Popolazione e Migrazione gestisce circa 700 pratiche al giorno, di cui due terzi riguardano frontalieri italiani residenti in Lombardia o Piemonte ma impiegati in Ticino. Le autorità affermano che la completa digitalizzazione ridurrà i tempi medi di lavorazione del 30%, poiché gli impiegati non dovranno più scansionare documenti cartacei per inserirli nel flusso digitale. Ogni fase — invio, revisione cantonale, verifica del mercato del lavoro e approvazione federale — sarà ora marcata temporalmente e visibile ai datori di lavoro, garantendo un livello di tracciabilità a lungo richiesto dalle multinazionali.
I reparti HR devono adeguarsi rapidamente. Moduli di procura e copie dei contratti di lavoro, ad esempio, dovranno essere caricati in formato PDF sotto i 10 MB, e saranno accettate solo firme elettroniche qualificate. Grandi aziende manifatturiere di Mendrisio e banche di Lugano hanno già istituito sportelli interni per formare i manager sui nuovi moduli. Le PMI, che gestiscono solo poche pratiche all’anno, possono delegare il compito a fiduciari accreditati, ma i ritardatari rischiano rigetti e costosi ritardi nelle assunzioni.
Per i circa 78.000 frontalieri che ogni giorno entrano in Ticino — molti dei quali prima facevano la fila agli sportelli comunali di Chiasso o Locarno — il cambiamento significa meno spostamenti fisici e rinnovi più rapidi. Giovanni Bianchi, ingegnere informatico italiano impiegato in una start-up fintech svizzera, ha accolto con favore la novità: “L’anno scorso ho perso un’intera mattinata solo per consegnare i documenti; ora posso farlo durante la pausa pranzo dal mio telefono.”
I rappresentanti sindacali approvano con cautela la riforma, ma avvertono che l’esclusione digitale potrebbe diventare un problema per i lavoratori più anziani senza accesso affidabile a internet. Il Ticino è il primo cantone svizzero a rendere obbligatoria la presentazione elettronica dei permessi di lavoro, ma i vicini Grigioni e Vallese osservano attentamente e potrebbero seguire l’esempio nel 2027. A livello federale, l’SEM afferma che l’esperienza cantonale contribuirà ai piani nazionali per un front-end digitale unico per l’immigrazione, parte della più ampia strategia svizzera “Amministrazione Digitale 2030”.
La Sezione della Popolazione e Migrazione gestisce circa 700 pratiche al giorno, di cui due terzi riguardano frontalieri italiani residenti in Lombardia o Piemonte ma impiegati in Ticino. Le autorità affermano che la completa digitalizzazione ridurrà i tempi medi di lavorazione del 30%, poiché gli impiegati non dovranno più scansionare documenti cartacei per inserirli nel flusso digitale. Ogni fase — invio, revisione cantonale, verifica del mercato del lavoro e approvazione federale — sarà ora marcata temporalmente e visibile ai datori di lavoro, garantendo un livello di tracciabilità a lungo richiesto dalle multinazionali.
I reparti HR devono adeguarsi rapidamente. Moduli di procura e copie dei contratti di lavoro, ad esempio, dovranno essere caricati in formato PDF sotto i 10 MB, e saranno accettate solo firme elettroniche qualificate. Grandi aziende manifatturiere di Mendrisio e banche di Lugano hanno già istituito sportelli interni per formare i manager sui nuovi moduli. Le PMI, che gestiscono solo poche pratiche all’anno, possono delegare il compito a fiduciari accreditati, ma i ritardatari rischiano rigetti e costosi ritardi nelle assunzioni.
Per i circa 78.000 frontalieri che ogni giorno entrano in Ticino — molti dei quali prima facevano la fila agli sportelli comunali di Chiasso o Locarno — il cambiamento significa meno spostamenti fisici e rinnovi più rapidi. Giovanni Bianchi, ingegnere informatico italiano impiegato in una start-up fintech svizzera, ha accolto con favore la novità: “L’anno scorso ho perso un’intera mattinata solo per consegnare i documenti; ora posso farlo durante la pausa pranzo dal mio telefono.”
I rappresentanti sindacali approvano con cautela la riforma, ma avvertono che l’esclusione digitale potrebbe diventare un problema per i lavoratori più anziani senza accesso affidabile a internet. Il Ticino è il primo cantone svizzero a rendere obbligatoria la presentazione elettronica dei permessi di lavoro, ma i vicini Grigioni e Vallese osservano attentamente e potrebbero seguire l’esempio nel 2027. A livello federale, l’SEM afferma che l’esperienza cantonale contribuirà ai piani nazionali per un front-end digitale unico per l’immigrazione, parte della più ampia strategia svizzera “Amministrazione Digitale 2030”.
Fonte: FrontaliereTicino
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