
Il dibattito in Senato del 14 settembre ha messo in evidenza quanto nettamente i principali partiti australiani divergano ora sui meccanismi—piuttosto che sul principio—di riduzione dell’immigrazione. Durante il Question Time, i senatori della Coalizione hanno sostenuto una legge che leghi i livelli annuali di pianificazione dell’immigrazione permanente al numero di nuove abitazioni completate, riprendendo una proposta avanzata la scorsa settimana dal leader dell’opposizione Angus Taylor. I rappresentanti del Labor hanno replicato che un meccanismo “migrazione-per-abitazioni” sarebbe troppo approssimativo e rischierebbe di privare le aree regionali di competenze fondamentali. La trascrizione di OpenAustralia mostra uno scambio di dati: la Coalizione ha citato ricerche della Reserve Bank che collegano l’elevata migrazione netta a un “appiattimento del capitale” nel settore delle costruzioni, mentre il Labor ha fatto riferimento a modelli di Infrastructure Australia secondo cui la carenza di manodopera—non gli arrivi—rappresenta il vero freno all’offerta abitativa. I senatori indipendenti hanno colto l’incertezza della situazione; i Verdi hanno chiesto dati pubblici più dettagliati sui titolari di visti temporanei, e la senatrice Jacqui Lambie ha avvertito che tagli affrettati potrebbero lasciare gli operatori dell’assistenza agli anziani senza infermieri. Pur non essendo stata effettuata alcuna votazione, lo scambio è rilevante per la mobilità globale perché preannuncia possibili modifiche alla Migration Act che inserirebbero “trigger” economici—abitazioni, infrastrutture o tassi di disoccupazione—nelle decisioni sui visti. Se adottati, i livelli di pianificazione annuali potrebbero oscillare più bruscamente di anno in anno, complicando la pianificazione a lungo termine della forza lavoro per le multinazionali con sedi in Australia. I consulenti politici prevedono che la strategia migratoria del governo, ora prevista per fine ottobre, includerà almeno un documento di consultazione sul collegamento tra numeri dei visti e indicatori abitativi. Gli stakeholder, in particolare gli sviluppatori immobiliari con progetti build-to-rent che dipendono da manodopera e inquilini migranti, dovrebbero prepararsi a partecipare a quella che si preannuncia una consultazione ad alto rischio. Nel frattempo, il Dipartimento degli Affari Interni continua a processare i visti secondo le nuove Direttive Ministeriali entrate in vigore il 25 luglio, dando priorità alle professioni sanitarie, edilizie e dell’insegnamento. Qualsiasi meccanismo legislativo di tetto e trigger si aggiungerebbe a queste priorità, senza sostituirle, complicando ulteriormente il lavoro dei team HR e mobility.
Fonte: OpenAustralia.org
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