
Per stimolare gli arrivi dal Sud-est asiatico, il Governo indiano ha eliminato la tassa di elaborazione di ₹1.000 (circa 430 THB) che i titolari di passaporto thailandese pagavano normalmente per il visto elettronico turistico a doppio ingresso di 30 giorni. L’esenzione, annunciata dall’Ambasciata indiana a Bangkok l’11 settembre e confermata dal Ministero degli Affari Interni il 14 settembre, è entrata in vigore immediatamente e resterà valida almeno fino al 31 dicembre 2027.
I viaggiatori devono comunque richiedere online l’autorizzazione elettronica di viaggio tramite il portale ufficiale e-Visa prima dell’imbarco, ma non sarà più applicata alcuna tassa governativa. La Thailandia si è sempre posizionata tra i primi 15 mercati di origine per l’India, ma i flussi turistici non hanno ancora raggiunto i livelli pre-pandemia. Eliminando la tassa sul visto e mantenendo la possibilità di doppio ingresso, Nuova Delhi punta a richiamare i turisti leisure che altrimenti potrebbero preferire destinazioni a breve raggio e senza costi, come Vietnam o Malesia.
Le compagnie aeree stanno già reagendo: Thai AirAsia X ha annunciato un aumento delle rotazioni su Bengaluru e Kolkata per il picco di Diwali, mentre IndiGo sta cercando slot per ripristinare la rotta Bangkok–Varanasi. Le associazioni del settore turistico stimano che il risparmio sui costi possa ridurre di circa il 3-4% il prezzo di un tipico itinerario indiano di una settimana per gruppi thailandesi.
La misura è anche interpretata come un gesto di buona volontà in vista del prossimo round di negoziati sull’accordo di libero scambio Indo-Thai. I funzionari del turismo di entrambi i Paesi hanno indicato che potrebbero essere previste concessioni reciproche, come un progetto pilota limitato di visto all’arrivo per gli indiani, qualora i numeri degli arrivi si mantengano stabili.
L’Associazione degli Agenti di Viaggio thailandesi ha dichiarato a India Today che i suoi membri stanno già riorganizzando i tour spirituali più richiesti (Bodh Gaya, Sarnath, Kushinagar) e le estensioni balneari a Goa e Andamane. Per i responsabili della mobilità globale e dei viaggi aziendali, l’esenzione semplifica i viaggi last-minute per dirigenti thailandesi che partecipano a riunioni nei poli manifatturieri indiani.
Poiché il visto elettronico turistico consente alcune attività di lavoro, come la partecipazione a conferenze o visite esplorative senza compenso, le aziende possono evitare i tempi più lunghi richiesti per un visto business formale. Tuttavia, i team HR devono ricordare ai viaggiatori che l’esenzione non equivale a un ingresso senza visto; le compagnie aeree continueranno a negare l’imbarco senza un e-Visa approvato.
Gli esperti di immigrazione avvertono che i requisiti documentali restano invariati: è necessario caricare una foto recente e un passaporto valido per almeno sei mesi; le permanenze oltre il termine comportano una multa di 300 dollari USA e possibili divieti futuri. Le aziende dovrebbero aggiornare le proprie politiche di viaggio per includere la categoria senza tassa e rivedere le previsioni di spesa per i viaggi di origine thailandese prenotati fino alla fine del 2027.
I viaggiatori devono comunque richiedere online l’autorizzazione elettronica di viaggio tramite il portale ufficiale e-Visa prima dell’imbarco, ma non sarà più applicata alcuna tassa governativa. La Thailandia si è sempre posizionata tra i primi 15 mercati di origine per l’India, ma i flussi turistici non hanno ancora raggiunto i livelli pre-pandemia. Eliminando la tassa sul visto e mantenendo la possibilità di doppio ingresso, Nuova Delhi punta a richiamare i turisti leisure che altrimenti potrebbero preferire destinazioni a breve raggio e senza costi, come Vietnam o Malesia.
Le compagnie aeree stanno già reagendo: Thai AirAsia X ha annunciato un aumento delle rotazioni su Bengaluru e Kolkata per il picco di Diwali, mentre IndiGo sta cercando slot per ripristinare la rotta Bangkok–Varanasi. Le associazioni del settore turistico stimano che il risparmio sui costi possa ridurre di circa il 3-4% il prezzo di un tipico itinerario indiano di una settimana per gruppi thailandesi.
La misura è anche interpretata come un gesto di buona volontà in vista del prossimo round di negoziati sull’accordo di libero scambio Indo-Thai. I funzionari del turismo di entrambi i Paesi hanno indicato che potrebbero essere previste concessioni reciproche, come un progetto pilota limitato di visto all’arrivo per gli indiani, qualora i numeri degli arrivi si mantengano stabili.
L’Associazione degli Agenti di Viaggio thailandesi ha dichiarato a India Today che i suoi membri stanno già riorganizzando i tour spirituali più richiesti (Bodh Gaya, Sarnath, Kushinagar) e le estensioni balneari a Goa e Andamane. Per i responsabili della mobilità globale e dei viaggi aziendali, l’esenzione semplifica i viaggi last-minute per dirigenti thailandesi che partecipano a riunioni nei poli manifatturieri indiani.
Poiché il visto elettronico turistico consente alcune attività di lavoro, come la partecipazione a conferenze o visite esplorative senza compenso, le aziende possono evitare i tempi più lunghi richiesti per un visto business formale. Tuttavia, i team HR devono ricordare ai viaggiatori che l’esenzione non equivale a un ingresso senza visto; le compagnie aeree continueranno a negare l’imbarco senza un e-Visa approvato.
Gli esperti di immigrazione avvertono che i requisiti documentali restano invariati: è necessario caricare una foto recente e un passaporto valido per almeno sei mesi; le permanenze oltre il termine comportano una multa di 300 dollari USA e possibili divieti futuri. Le aziende dovrebbero aggiornare le proprie politiche di viaggio per includere la categoria senza tassa e rivedere le previsioni di spesa per i viaggi di origine thailandese prenotati fino alla fine del 2027.
Fonte: India Today
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