
Il Dipartimento di Stato ha ufficialmente revocato la controversa “pausa dei visti” per i cittadini di 75 paesi, per lo più in via di sviluppo, a seguito della sentenza del giudice Maria Vargas del 24 agosto nel caso Clinic v. Rubio, che ha dichiarato illegittima la sospensione generale. Una circolare interna datata 10 settembre ha ordinato a tutte le ambasciate e consolati USA di riprendere l’elaborazione delle domande di visto per immigrati e per il Diversity Visa, congelate da gennaio 2026, e di riesaminare tutti i rifiuti precedenti basati sulla sezione 221(g) che facevano riferimento alla pausa. La decisione, che il governo sta appellando presso il Secondo Circuito, resta in vigore salvo sospensione. Gli uffici consolari devono quindi riaprire i casi sospesi secondo l’ordine di arrivo, fatta eccezione per le pratiche del Diversity Visa, che devono essere processate con priorità perché la quota per l’anno fiscale 2026 scade il 30 settembre. I richiedenti con esami medici o certificati di polizia scaduti saranno contattati per aggiornamenti, e non potranno essere emessi nuovi rifiuti 221(g) basati sulla “pausa”. Per datori di lavoro e responsabili delle trasferte, l’effetto immediato è lo sblocco di centinaia di petizioni basate sull’occupazione, ferme alla fase dell’intervista. Le aziende dovrebbero informare i dipendenti provenienti dai paesi interessati che potrebbero essere richiesti documenti aggiuntivi o colloqui supplementari, ma che le loro pratiche stanno nuovamente procedendo. I team HR devono inoltre prepararsi a finestre di emissione visti a breve preavviso, mentre gli uffici cercano di utilizzare i numeri residui per l’anno fiscale 2026. Gli avvocati avvertono che la fine della pausa non garantisce l’approvazione: ogni caso sarà sottoposto a nuovi controlli di sicurezza e analisi sul rischio di carico pubblico. Tuttavia, la ripresa elimina una grande fonte di incertezza per i pianificatori della mobilità globale. Le aziende con vincitori del Diversity Visa in organico devono affrontare una scadenza particolarmente stringente: i consolati devono timbrare quei visti entro il 30 settembre, altrimenti i numeri andranno persi. Guardando al futuro, una sospensione da parte del Secondo Circuito potrebbe reintrodurre la pausa, mentre una sentenza definitiva potrebbe arrivare solo tra mesi. Le multinazionali sono quindi invitate ad accelerare i casi interessati e a mantenere piani di emergenza per eventuali nuove interruzioni.
Fonte: VisaProAdviser
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