
Un gruppo trasversale di deputati e membri della Camera dei Lord ha chiesto al governo britannico di introdurre linee guida nazionali per impedire che i consigli locali e le commissioni integrate del NHS blocchino le persone con disabilità dal coprire con i propri fondi i costi di viaggio dei loro assistenti personali quando si recano all’estero. L’intervento segue un’inchiesta del Guardian pubblicata il 18 settembre, che ha evidenziato variazioni “spudoratamente discriminatorie” tra commissioni sanitarie confinanti. Un caso riguarda “Joel”, un dirigente marketing affetto da atrofia muscolare spinale, che da otto anni non può lasciare il paese perché la commissione Cheshire & Merseyside rifiuta di permettergli di usare il suo budget sanitario personale per pagare i voli dei suoi assistenti, nonostante lui stesso finanzi il proprio viaggio. A soli 64 km di distanza, la commissione di Greater Manchester adotta un approccio diverso, concedendo un’indennità annuale di 2.370 sterline a un paziente simile. Debbie Abrahams, deputata e presidente della Commissione Lavoro e Previdenza, ha avvertito che tali restrizioni potrebbero violare la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, mentre la baronessa Jane Campbell, attivista per i diritti dei disabili, ha paragonato queste regole a “mettere un braccialetto elettronico a un detenuto in libertà condizionale”. I sostenitori della causa sostengono che politiche incoerenti non solo ostacolano il turismo, ma mettono a rischio anche incarichi lavorativi internazionali e opportunità di studio per professionisti e studenti con disabilità. Sebbene il Dipartimento della Salute e dell’Assistenza Sociale affermi che le decisioni vengano prese caso per caso, cresce la pressione per un quadro nazionale che garantisca parità di accesso e obblighi per i finanziatori di riconoscere i viaggi legittimi per lavoro e svago. I team di mobilità globale che impiegano persone con disabilità dovrebbero monitorare attentamente gli sviluppi normativi e assicurarsi che i pacchetti di trasferimento includano esplicitamente i costi di viaggio degli assistenti personali fino a quando le regole non saranno chiarite. Se adottato, uno standard sul “diritto all’assistenza all’estero” potrebbe influenzare anche il modo in cui assicurazioni, compagnie aeree e autorità di frontiera si rapportano ai viaggiatori con esigenze speciali, aprendo potenzialmente un nuovo mercato per servizi di viaggio aziendale accessibili.
Fonte: The Guardian
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