
Una storica sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti a giugno ha confermato la decisione del presidente Donald Trump di cancellare lo Status di Protezione Temporanea (TPS) per circa 300.000 haitiani. Questa misura ha immediatamente trasformato migliaia di persone, che vivevano e lavoravano legalmente negli Stati Uniti, in migranti irregolari, spingendo un numero crescente di loro a tentare la fortuna attraversando il confine settentrionale.
Nell’ultimo mese, gruppi di advocacy a Montreal riferiscono che le chiamate quotidiane da parte di haitiani in cerca di consigli su come raggiungere il Canada sono quadruplicate. Il confine tra Canada e Stati Uniti è il più lungo al mondo e, fino a poco tempo fa, uno dei più permeabili. La reazione pubblica agli attraversamenti irregolari sulla Roxham Road, in Quebec, ha spinto Ottawa a chiudere questo punto di ingresso non ufficiale nel 2023 e a modificare l’Accordo sul Paese Terzo Sicuro, permettendo il rimpatrio immediato negli Stati Uniti di chi viene intercettato entro 14 giorni dall’attraversamento.
Le nuove regole più severe hanno spinto i trafficanti a tracciare nuovi sentieri nella foresta, chiedendo ai migranti fino a 700 dollari per un percorso notturno attraverso quella che la RCMP chiama “la Slash”. Una volta entrati in Canada, gli haitiani si trovano di fronte a un paradosso: i rimpatri ad Haiti sono considerati troppo pericolosi, quindi chi riesce a rimanere nascosto per due settimane può ottenere un permesso di lavoro e avviare un lento processo di asilo. Questo limbo è comunque preferibile, secondo molti, al rischio immediato di arresto e deportazione che ora affrontano negli Stati Uniti.
Le organizzazioni comunitarie, come il Centro di Supporto Haitiano nel nord di Montreal, sono sopraffatte, gestendo decine di richieste quotidiane per alloggi, assistenza legale e iscrizione scolastica per i bambini. Le autorità canadesi osservano con preoccupazione. Gli haitiani rappresentano già la nazionalità più numerosa tra i richiedenti asilo, e il governo Carney vuole dimostrare di saper controllare il confine mantenendo al contempo credenziali umanitarie.
Ottawa ha incrementato silenziosamente le pattuglie congiunte con la Customs and Border Protection statunitense, e gli agenti della RCMP ora utilizzano droni, telecamere a rilevamento di movimento e veicoli fuoristrada per sorvegliare i punti di attraversamento remoti. I critici sostengono che il giro di vite aumenti solo i costi e i rischi dell’attraversamento, senza però fermare il flusso.
Per i datori di lavoro canadesi alle prese con gravi carenze di manodopera, l’arrivo di questi migranti è una lama a doppio taglio. Le modifiche all’Accordo sul Paese Terzo Sicuro significano che la maggior parte degli haitiani appena arrivati dovrà aspettare mesi, a volte anni, prima di ottenere un permesso di lavoro aperto, prolungando così la loro dipendenza dall’assistenza sociale. Gli avvocati per l’immigrazione avvertono che, se Ottawa non creerà un percorso mirato di tipo umanitario o economico, rischia di ricreare l’ingorgo che affligge il sistema dei rifugiati dal 2017.
Nell’ultimo mese, gruppi di advocacy a Montreal riferiscono che le chiamate quotidiane da parte di haitiani in cerca di consigli su come raggiungere il Canada sono quadruplicate. Il confine tra Canada e Stati Uniti è il più lungo al mondo e, fino a poco tempo fa, uno dei più permeabili. La reazione pubblica agli attraversamenti irregolari sulla Roxham Road, in Quebec, ha spinto Ottawa a chiudere questo punto di ingresso non ufficiale nel 2023 e a modificare l’Accordo sul Paese Terzo Sicuro, permettendo il rimpatrio immediato negli Stati Uniti di chi viene intercettato entro 14 giorni dall’attraversamento.
Le nuove regole più severe hanno spinto i trafficanti a tracciare nuovi sentieri nella foresta, chiedendo ai migranti fino a 700 dollari per un percorso notturno attraverso quella che la RCMP chiama “la Slash”. Una volta entrati in Canada, gli haitiani si trovano di fronte a un paradosso: i rimpatri ad Haiti sono considerati troppo pericolosi, quindi chi riesce a rimanere nascosto per due settimane può ottenere un permesso di lavoro e avviare un lento processo di asilo. Questo limbo è comunque preferibile, secondo molti, al rischio immediato di arresto e deportazione che ora affrontano negli Stati Uniti.
Le organizzazioni comunitarie, come il Centro di Supporto Haitiano nel nord di Montreal, sono sopraffatte, gestendo decine di richieste quotidiane per alloggi, assistenza legale e iscrizione scolastica per i bambini. Le autorità canadesi osservano con preoccupazione. Gli haitiani rappresentano già la nazionalità più numerosa tra i richiedenti asilo, e il governo Carney vuole dimostrare di saper controllare il confine mantenendo al contempo credenziali umanitarie.
Ottawa ha incrementato silenziosamente le pattuglie congiunte con la Customs and Border Protection statunitense, e gli agenti della RCMP ora utilizzano droni, telecamere a rilevamento di movimento e veicoli fuoristrada per sorvegliare i punti di attraversamento remoti. I critici sostengono che il giro di vite aumenti solo i costi e i rischi dell’attraversamento, senza però fermare il flusso.
Per i datori di lavoro canadesi alle prese con gravi carenze di manodopera, l’arrivo di questi migranti è una lama a doppio taglio. Le modifiche all’Accordo sul Paese Terzo Sicuro significano che la maggior parte degli haitiani appena arrivati dovrà aspettare mesi, a volte anni, prima di ottenere un permesso di lavoro aperto, prolungando così la loro dipendenza dall’assistenza sociale. Gli avvocati per l’immigrazione avvertono che, se Ottawa non creerà un percorso mirato di tipo umanitario o economico, rischia di ricreare l’ingorgo che affligge il sistema dei rifugiati dal 2017.
Fonte: The Atlantic
Come può aiutarti VisaHQ
VisaHQ semplifica la richiesta del visto per privati e aziende. Verifica i requisiti di viaggio aggiornati, prepara i documenti necessari e gestisci la tua richiesta online tramite il portale VisaHQ per Canada.Di più da Canada
Visualizza tutto
Carney propone per il Canada uno “status di membro associato” nell’UE per diversificare commercio e mobilità
Il Canada inasprisce le regole del Programma di Immigrazione Atlantica per i candidati che affrontano cambiamenti lavorativi