
Dopo una settimana di controlli a sorpresa nel sud della Polonia, la Guardia di Frontiera dei Carpazi ha emesso sei ordini di rimpatrio nei confronti di cittadini stranieri che avevano superato la durata del visto o erano entrati nel paese senza documenti validi. Tra gli interessati ci sono cittadini di Vietnam, Indonesia, Kenya e Colombia, trovati a lavorare o risiedere a Cracovia, Kielce e Zakopane senza una base legale. Ora rischiano divieti di ingresso da sei mesi a un anno in tutta l’area Schengen.
L’operazione, svolta dal 15 al 19 settembre, ha visto gli agenti visitare piccole aziende manifatturiere, ristoranti etnici e alloggi privati. Su 40 persone controllate, otto sono state trattenute per ulteriori accertamenti, mentre le altre sono state informate sulle procedure per regolarizzare la propria posizione. La Guardia di Frontiera ha segnalato un aumento dei casi in cui gli stranieri credono erroneamente che la semplice presentazione della domanda di permesso di soggiorno (senza averlo ancora ottenuto) consenta di rimanere illimitatamente nel paese, un malinteso che i team HR dovrebbero chiarire durante i trasferimenti di personale.
Dal punto di vista della conformità aziendale, i controlli evidenziano l’importanza di monitorare attentamente il rinnovo dei permessi di soggiorno in scadenza. I datori di lavoro sono tenuti a conservare copie dei permessi validi e devono interrompere immediatamente l’impiego non appena i documenti scadono. Il mancato rispetto può comportare sanzioni fino a 30.000 PLN per dipendente, secondo la legge sull’impiego degli stranieri.
La Guardia di Frontiera ha annunciato che simili controlli saranno estesi ai poli logistici della regione Małopolskie il prossimo mese. Le aziende con una significativa presenza di cittadini di paesi terzi, soprattutto quelle che ruotano il personale tra Slovacchia e Repubblica Ceca, dovrebbero effettuare audit interni per verificare i timbri di ingresso e la continuità della permanenza legale.
L’operazione, svolta dal 15 al 19 settembre, ha visto gli agenti visitare piccole aziende manifatturiere, ristoranti etnici e alloggi privati. Su 40 persone controllate, otto sono state trattenute per ulteriori accertamenti, mentre le altre sono state informate sulle procedure per regolarizzare la propria posizione. La Guardia di Frontiera ha segnalato un aumento dei casi in cui gli stranieri credono erroneamente che la semplice presentazione della domanda di permesso di soggiorno (senza averlo ancora ottenuto) consenta di rimanere illimitatamente nel paese, un malinteso che i team HR dovrebbero chiarire durante i trasferimenti di personale.
Dal punto di vista della conformità aziendale, i controlli evidenziano l’importanza di monitorare attentamente il rinnovo dei permessi di soggiorno in scadenza. I datori di lavoro sono tenuti a conservare copie dei permessi validi e devono interrompere immediatamente l’impiego non appena i documenti scadono. Il mancato rispetto può comportare sanzioni fino a 30.000 PLN per dipendente, secondo la legge sull’impiego degli stranieri.
La Guardia di Frontiera ha annunciato che simili controlli saranno estesi ai poli logistici della regione Małopolskie il prossimo mese. Le aziende con una significativa presenza di cittadini di paesi terzi, soprattutto quelle che ruotano il personale tra Slovacchia e Repubblica Ceca, dovrebbero effettuare audit interni per verificare i timbri di ingresso e la continuità della permanenza legale.
Fonte: Karpacki Border Guard