
I controlli temporanei alle frontiere reintrodotti dalla Germania con i Paesi Bassi continuano a dare risultati. Secondo un bollettino del 25 settembre 2026 della Direzione della Polizia Federale di Sankt Augustin, gli agenti sulle autostrade A 61 e B 9, nei pressi del confine con i Paesi Bassi, hanno fermato due veicoli separati appena entrati nella Renania Settentrionale-Vestfalia. Le verifiche d’identità hanno rivelato che entrambi i conducenti, cittadini rumeni, erano ricercati da mandati di arresto tedeschi per frode e evasione tariffaria. Il pagamento immediato delle multe ha evitato la custodia cautelare, e i viaggiatori sono stati autorizzati a proseguire dopo le procedure di rito.
Gli arresti rientrano nel regime di “Binnengrenzkontrollen” che Berlino ha riattivato nel settembre 2024 per contrastare migrazione irregolare e criminalità transfrontaliera. Pur suscitando controversie a Bruxelles, i controlli sono stati più volte prorogati e ora coprono le principali vie stradali e ferroviarie verso Paesi Bassi, Polonia, Repubblica Ceca e Austria. Per i responsabili della mobilità aziendale ciò significa controlli a campione su rotte interne Schengen precedentemente senza verifiche, con la necessità di informare i viaggiatori – compresi i cittadini UE – di portare passaporto, carta di soggiorno o documento d’identità nazionale e di prevedere tempi di transito più lunghi.
Il rapporto della Polizia Federale segnala oltre 4,3 milioni di controlli d’identità e diverse migliaia di ingressi negati dal luglio 2025 su tutti i valichi settentrionali. Gli operatori logistici lamentano code sulle autostrade A 3 e A 61, ma la dogana tedesca sostiene che i sequestri di merci illecite e gli arresti per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina giustificano la misura. Le aziende che spostano personale o merci attraverso il confine olandese devono considerare possibili ritardi, soprattutto nei periodi festivi quando i controlli si intensificano.
Gli osservatori legali sottolineano che la Commissione Europea dovrebbe decidere questo autunno se approvare un’ulteriore proroga di sei mesi fino al 2027. In caso di diniego, Berlino potrebbe sostituire i controlli con pattugliamenti mobili e operazioni mirate basate sull’intelligence. Fino ad allora, i datori di lavoro devono continuare a ricordare ai dipendenti, in particolare autisti di furgoni e camion, di avere a disposizione fondi o carte per pagare multe sul posto ed evitare la detenzione notturna in caso di riscontri di reati pregressi durante i controlli.
Gli arresti rientrano nel regime di “Binnengrenzkontrollen” che Berlino ha riattivato nel settembre 2024 per contrastare migrazione irregolare e criminalità transfrontaliera. Pur suscitando controversie a Bruxelles, i controlli sono stati più volte prorogati e ora coprono le principali vie stradali e ferroviarie verso Paesi Bassi, Polonia, Repubblica Ceca e Austria. Per i responsabili della mobilità aziendale ciò significa controlli a campione su rotte interne Schengen precedentemente senza verifiche, con la necessità di informare i viaggiatori – compresi i cittadini UE – di portare passaporto, carta di soggiorno o documento d’identità nazionale e di prevedere tempi di transito più lunghi.
Il rapporto della Polizia Federale segnala oltre 4,3 milioni di controlli d’identità e diverse migliaia di ingressi negati dal luglio 2025 su tutti i valichi settentrionali. Gli operatori logistici lamentano code sulle autostrade A 3 e A 61, ma la dogana tedesca sostiene che i sequestri di merci illecite e gli arresti per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina giustificano la misura. Le aziende che spostano personale o merci attraverso il confine olandese devono considerare possibili ritardi, soprattutto nei periodi festivi quando i controlli si intensificano.
Gli osservatori legali sottolineano che la Commissione Europea dovrebbe decidere questo autunno se approvare un’ulteriore proroga di sei mesi fino al 2027. In caso di diniego, Berlino potrebbe sostituire i controlli con pattugliamenti mobili e operazioni mirate basate sull’intelligence. Fino ad allora, i datori di lavoro devono continuare a ricordare ai dipendenti, in particolare autisti di furgoni e camion, di avere a disposizione fondi o carte per pagare multe sul posto ed evitare la detenzione notturna in caso di riscontri di reati pregressi durante i controlli.
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