
La spinta del governo cipriota a ridurre l'immigrazione irregolare ha accelerato questa settimana, con l'Unità per gli Stranieri e l'Immigrazione che ha confermato l'uscita dall'isola di 208 persone senza status di residenza legale tra il 18 e il 24 settembre. Secondo l'Agenzia di Stampa di Cipro, le partenze sono state organizzate tramite una combinazione di espulsioni forzate e programmi di rientro volontario assistito, gestiti in collaborazione con il Vice Ministero per la Migrazione e la Protezione Internazionale. I dati più recenti portano il totale dei rientri dal 1° gennaio 2026 a 7.014, superando già il totale dell'intero 2025.
I funzionari del Ministero dell'Interno spiegano che l'accelerazione riflette controlli più rigorosi alle frontiere nei punti di passaggio, ispezioni intensificate nei luoghi di lavoro e nuove procedure rapide negli aeroporti di Pafos e Larnaca. Voli charter verso paesi come Pakistan, Nigeria e Georgia operano quasi settimanalmente, mentre l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) co-finanzia contributi una tantum in denaro per le famiglie che scelgono di tornare volontariamente a casa.
Cipro ha affrontato per anni uno dei tassi più alti di richieste d'asilo pro capite nell'UE, alimentato soprattutto dagli arrivi dal nord amministrato dalla Turchia, che attraversano la Linea Verde pattugliata dall’ONU. Da quando ha assunto la Presidenza di turno del Consiglio dell’UE a gennaio, Nicosia ha basato la sua politica migratoria su “rimpatri efficaci”, sostenendo che i rimpatri rapidi scoraggiano nuovi arrivi e liberano risorse per i rifugiati veri.
Per i datori di lavoro di personale straniero, il messaggio è chiaro: assicurarsi che ogni cittadino di paesi terzi abbia un permesso di soggiorno valido e che ogni cambiamento di ruolo o sede venga segnalato tempestivamente. Le aziende che impiegano migranti con visto scaduto rischiano ora multe fino a 2.000 euro per lavoratore e la possibile sospensione temporanea della licenza di assunzione. Le multinazionali sono quindi invitate a rivedere i processi interni di conformità, verificare che le domande di rinnovo siano presentate in tempo e utilizzare il nuovo servizio governativo di verifica dello status via SMS.
Guardando al futuro, il Vice Ministero prevede di aprire entro dicembre un “Centro Unico per i Rimpatri” vicino all’aeroporto di Larnaca, che combinerà strutture di detenzione, screening sanitario e uffici consolari sotto lo stesso tetto. Se il ritmo attuale dei rimpatri si manterrà, i funzionari ritengono che Cipro potrebbe ridurre di un terzo l’arretrato di richiedenti asilo respinti entro fine anno, un risultato che rafforzerebbe la spinta di Nicosia per l’adesione all’area Schengen nel 2027.
I funzionari del Ministero dell'Interno spiegano che l'accelerazione riflette controlli più rigorosi alle frontiere nei punti di passaggio, ispezioni intensificate nei luoghi di lavoro e nuove procedure rapide negli aeroporti di Pafos e Larnaca. Voli charter verso paesi come Pakistan, Nigeria e Georgia operano quasi settimanalmente, mentre l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) co-finanzia contributi una tantum in denaro per le famiglie che scelgono di tornare volontariamente a casa.
Cipro ha affrontato per anni uno dei tassi più alti di richieste d'asilo pro capite nell'UE, alimentato soprattutto dagli arrivi dal nord amministrato dalla Turchia, che attraversano la Linea Verde pattugliata dall’ONU. Da quando ha assunto la Presidenza di turno del Consiglio dell’UE a gennaio, Nicosia ha basato la sua politica migratoria su “rimpatri efficaci”, sostenendo che i rimpatri rapidi scoraggiano nuovi arrivi e liberano risorse per i rifugiati veri.
Per i datori di lavoro di personale straniero, il messaggio è chiaro: assicurarsi che ogni cittadino di paesi terzi abbia un permesso di soggiorno valido e che ogni cambiamento di ruolo o sede venga segnalato tempestivamente. Le aziende che impiegano migranti con visto scaduto rischiano ora multe fino a 2.000 euro per lavoratore e la possibile sospensione temporanea della licenza di assunzione. Le multinazionali sono quindi invitate a rivedere i processi interni di conformità, verificare che le domande di rinnovo siano presentate in tempo e utilizzare il nuovo servizio governativo di verifica dello status via SMS.
Guardando al futuro, il Vice Ministero prevede di aprire entro dicembre un “Centro Unico per i Rimpatri” vicino all’aeroporto di Larnaca, che combinerà strutture di detenzione, screening sanitario e uffici consolari sotto lo stesso tetto. Se il ritmo attuale dei rimpatri si manterrà, i funzionari ritengono che Cipro potrebbe ridurre di un terzo l’arretrato di richiedenti asilo respinti entro fine anno, un risultato che rafforzerebbe la spinta di Nicosia per l’adesione all’area Schengen nel 2027.
Fonte: Cyprus News Agency (CNA)
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