
La Spagna ha formalmente prorogato la reintroduzione temporanea dei controlli alle frontiere interne Schengen in tutti gli aeroporti e porti marittimi spagnoli che ricevono traffico dall’Italia. L’Ordine INT/1033/2026, pubblicato nel Boletín Oficial del Estado, estende la misura dalle 00:00 dell’8 ottobre fino alle 24:00 del 22 ottobre 2026. Il Ministero dell’Interno giustifica la decisione con la situazione creata dai numerosi ingressi irregolari a Ceuta e il conseguente rischio di movimenti secondari all’interno dell’area Schengen, che continua a rappresentare «una grave minaccia per l’ordine pubblico e la sicurezza interna».
Secondo l’ordine, i passeggeri in arrivo dall’Italia — indipendentemente dalla nazionalità — potranno essere sottoposti a controlli sistematici dei documenti all’ingresso in Spagna. Questi controlli rispecchiano quelli che l’Italia stessa applica ai viaggiatori provenienti dalla Spagna da agosto.
Secondo la pagina di monitoraggio Schengen della Commissione Europea, la Spagna si unisce a Belgio, Germania, Lussemburgo e Svizzera nel mantenere selezionate frontiere interne sotto controllo temporaneo anche a ottobre.
I viaggiatori sono avvisati che i controlli possono aggiungere dai 10 ai 40 minuti alle formalità di arrivo negli aeroporti di Madrid-Barajas, Barcellona-El Prat e nei principali porti dei traghetti, pertanto compagnie aeree e operatori marittimi consigliano di prevedere tempi supplementari.
Per le aziende, la proroga implica che i viaggiatori d’affari che si spostano tra i due Paesi devono continuare a portare con sé un passaporto valido o una carta d’identità nazionale UE e, nel caso di cittadini di Paesi terzi, la prova del diritto di soggiorno Schengen, almeno fino al 23 ottobre. I datori di lavoro con rotazioni frequenti Italia-Spagna (consulenti, ingegneri, equipaggi di volo, personale marittimo) dovrebbero informare il personale sui possibili controlli a campione e considerare i ritardi nei programmi.
I consulenti per l’immigrazione raccomandano di portare con sé lettere di incarico o certificati A1 di sicurezza sociale per evitare domande sul motivo del soggiorno.
La misura può essere rinnovata a blocchi di due settimane, ma deve essere notificata ogni volta alla Commissione. Con l’estensione dei controlli anche da parte italiana, i responsabili della mobilità devono prevedere che le restrizioni possano persistere per tutto il quarto trimestre.
Un’eventuale revoca dipenderà dall’attenuarsi dei flussi migratori dal Nord Africa e dai progressi nei colloqui bilaterali tra Madrid e Roma.
Secondo l’ordine, i passeggeri in arrivo dall’Italia — indipendentemente dalla nazionalità — potranno essere sottoposti a controlli sistematici dei documenti all’ingresso in Spagna. Questi controlli rispecchiano quelli che l’Italia stessa applica ai viaggiatori provenienti dalla Spagna da agosto.
Secondo la pagina di monitoraggio Schengen della Commissione Europea, la Spagna si unisce a Belgio, Germania, Lussemburgo e Svizzera nel mantenere selezionate frontiere interne sotto controllo temporaneo anche a ottobre.
I viaggiatori sono avvisati che i controlli possono aggiungere dai 10 ai 40 minuti alle formalità di arrivo negli aeroporti di Madrid-Barajas, Barcellona-El Prat e nei principali porti dei traghetti, pertanto compagnie aeree e operatori marittimi consigliano di prevedere tempi supplementari.
Per le aziende, la proroga implica che i viaggiatori d’affari che si spostano tra i due Paesi devono continuare a portare con sé un passaporto valido o una carta d’identità nazionale UE e, nel caso di cittadini di Paesi terzi, la prova del diritto di soggiorno Schengen, almeno fino al 23 ottobre. I datori di lavoro con rotazioni frequenti Italia-Spagna (consulenti, ingegneri, equipaggi di volo, personale marittimo) dovrebbero informare il personale sui possibili controlli a campione e considerare i ritardi nei programmi.
I consulenti per l’immigrazione raccomandano di portare con sé lettere di incarico o certificati A1 di sicurezza sociale per evitare domande sul motivo del soggiorno.
La misura può essere rinnovata a blocchi di due settimane, ma deve essere notificata ogni volta alla Commissione. Con l’estensione dei controlli anche da parte italiana, i responsabili della mobilità devono prevedere che le restrizioni possano persistere per tutto il quarto trimestre.
Un’eventuale revoca dipenderà dall’attenuarsi dei flussi migratori dal Nord Africa e dai progressi nei colloqui bilaterali tra Madrid e Roma.
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