
La Spagna ha reintrodotto i controlli completi sui passaporti per i passeggeri in arrivo via aereo e mare dall’Italia per un ulteriore periodo di due settimane, dal 00:00 dell’8 ottobre fino alle 24:00 del 22 ottobre 2026. Un decreto del Ministero dell’Interno, pubblicato nel BOE e notificato parallelamente alla Commissione Europea, cita come base giuridica “le continue minacce all’ordine pubblico e la gestione dei flussi migratori legati agli arrivi massicci a Ceuta”, ai sensi degli articoli 25-26 del Codice delle Frontiere Schengen. Sebbene il confine intra-Schengen funzioni normalmente senza controlli sistematici, gli articoli 25-27 consentono a uno Stato membro di reintrodurre i controlli in circostanze eccezionali. Madrid ha attivato questo meccanismo per la prima volta l’8 agosto, dopo che Roma ha sospeso i viaggi senza visto per i passeggeri provenienti dalla Spagna. La misura è stata rinnovata tre volte; l’ultima estensione mantiene la Spagna allineata legalmente all’Italia, che mantiene i propri controlli sui passeggeri in arrivo dalla Spagna fino al 16 ottobre.
Praticamente, la decisione implica che i viaggiatori su voli e traghetti dall’Italia devono nuovamente esibire passaporto o carta d’identità nazionale ai punti di ingresso spagnoli e aspettarsi controlli di polizia e possibili interrogatori secondari. Le compagnie aeree sono state invitate a consigliare ai clienti di presentarsi ai controlli con largo anticipo; i vettori segnalano che i tempi medi di elaborazione a Barcellona-El Prat e Madrid-Barajas sono aumentati di 15-20 minuti rispetto alla prima settimana di ottobre. Per le imprese, la misura crea attriti nella mobilità intra-UE proprio mentre la stagione delle fiere autunnali entra nel vivo. Le società di gestione viaggi riferiscono che le aziende stanno dirottando i dirigenti attraverso Francia o Germania per evitare i controlli, mentre le aziende di logistica avvertono di ripercussioni sulle merci sensibili al tempo trasportate nelle stive degli aerei passeggeri. Gli esperti di immigrazione raccomandano ai cittadini italiani in viaggio d’affari di portare con sé prove di alloggio e inviti a riunioni per ridurre i ritardi.
Gli analisti politici prevedono che i controlli alle frontiere resteranno un tema caldo in vista delle elezioni generali spagnole del 29 novembre. Entrambi i governi hanno collegato le loro decisioni a preoccupazioni di sicurezza derivanti dall’eccezionale attraversamento di circa 80.000 migranti a Ceuta a luglio. Secondo le attuali norme UE, i rinnovi successivi possono mantenere i controlli fino a due anni, ma cresce la pressione a Bruxelles per una strategia coordinata di uscita non appena la situazione a Ceuta si stabilizzerà.
Praticamente, la decisione implica che i viaggiatori su voli e traghetti dall’Italia devono nuovamente esibire passaporto o carta d’identità nazionale ai punti di ingresso spagnoli e aspettarsi controlli di polizia e possibili interrogatori secondari. Le compagnie aeree sono state invitate a consigliare ai clienti di presentarsi ai controlli con largo anticipo; i vettori segnalano che i tempi medi di elaborazione a Barcellona-El Prat e Madrid-Barajas sono aumentati di 15-20 minuti rispetto alla prima settimana di ottobre. Per le imprese, la misura crea attriti nella mobilità intra-UE proprio mentre la stagione delle fiere autunnali entra nel vivo. Le società di gestione viaggi riferiscono che le aziende stanno dirottando i dirigenti attraverso Francia o Germania per evitare i controlli, mentre le aziende di logistica avvertono di ripercussioni sulle merci sensibili al tempo trasportate nelle stive degli aerei passeggeri. Gli esperti di immigrazione raccomandano ai cittadini italiani in viaggio d’affari di portare con sé prove di alloggio e inviti a riunioni per ridurre i ritardi.
Gli analisti politici prevedono che i controlli alle frontiere resteranno un tema caldo in vista delle elezioni generali spagnole del 29 novembre. Entrambi i governi hanno collegato le loro decisioni a preoccupazioni di sicurezza derivanti dall’eccezionale attraversamento di circa 80.000 migranti a Ceuta a luglio. Secondo le attuali norme UE, i rinnovi successivi possono mantenere i controlli fino a due anni, ma cresce la pressione a Bruxelles per una strategia coordinata di uscita non appena la situazione a Ceuta si stabilizzerà.
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