
Il programma straordinario di regolarizzazione in Spagna, celebrato lo scorso anno come la più grande iniziativa migratoria mai realizzata nell’UE, si è arenato in un ingorgo burocratico. Secondo un’inchiesta pubblicata il 9 ottobre dal quotidiano barcellonese ARA, solo il 27,9% delle 1,17 milioni di domande presentate da migranti irregolari ha ricevuto una decisione definitiva, nonostante l’impegno del governo a smaltire l’arretrato entro fine settembre. Gli avvocati intervistati stimano che il 65,5% delle pratiche sia almeno stato ammesso alla fase di lavorazione, ma circa 850.000 persone restano in un limbo legale.
Il rallentamento arriva in un momento politicamente delicato: il 29 novembre la Spagna andrà alle urne e le associazioni per i diritti dei migranti temono che un cambio di governo possa compromettere il programma. Senza una risoluzione definitiva, molti richiedenti non possono ottenere la Tarjeta de Identidad de Extranjero (TIE), indispensabile per firmare contratti di lavoro, aprire conti bancari o viaggiare all’estero. I responsabili della mobilità aziendale segnalano casi di lavoratori qualificati trasferiti in Spagna che non possono iniziare a lavorare perché la loro TIE non è stata ancora rilasciata.
Il Ministero dell’Inclusione, della Sicurezza Sociale e della Migrazione assicura che le risorse sono state riallocate per smaltire le pratiche, ma fonti interne ammettono che la carenza di personale e una piattaforma informatica sottofinanziata hanno rallentato i progressi. Il governo ha recentemente annunciato un “piano shock” di 45 giorni con straordinari volontari negli uffici regionali di extranjería, ma i sindacati avvertono che misure temporanee non risolveranno i problemi strutturali di organico.
Dal punto di vista della conformità, le aziende che assumono talenti stranieri in Spagna dovrebbero verificare che i dipendenti abbiano almeno l’autorizzazione provvisoria al lavoro concessa nella fase di “admisión a trámite”; assumere senza questa autorizzazione può comportare multe salate. I consulenti per la mobilità raccomandano inoltre ai lavoratori di conservare copie digitali delle ricevute di presentazione, utili in caso di controlli di polizia o al rientro in Spagna dopo viaggi di lavoro.
Gli analisti politici sottolineano che l’episodio evidenzia l’importanza di una pianificazione accurata della capacità ogni volta che si avviano finestre straordinarie di regolarizzazione. Se l’arretrato dovesse protrarsi fino al 2027, la Spagna rischia di creare una popolazione “ombra” di migranti semi-regolari, né completamente documentati né espellibili, complicando le statistiche sul mercato del lavoro e la raccolta dei contributi sociali.
Il rallentamento arriva in un momento politicamente delicato: il 29 novembre la Spagna andrà alle urne e le associazioni per i diritti dei migranti temono che un cambio di governo possa compromettere il programma. Senza una risoluzione definitiva, molti richiedenti non possono ottenere la Tarjeta de Identidad de Extranjero (TIE), indispensabile per firmare contratti di lavoro, aprire conti bancari o viaggiare all’estero. I responsabili della mobilità aziendale segnalano casi di lavoratori qualificati trasferiti in Spagna che non possono iniziare a lavorare perché la loro TIE non è stata ancora rilasciata.
Il Ministero dell’Inclusione, della Sicurezza Sociale e della Migrazione assicura che le risorse sono state riallocate per smaltire le pratiche, ma fonti interne ammettono che la carenza di personale e una piattaforma informatica sottofinanziata hanno rallentato i progressi. Il governo ha recentemente annunciato un “piano shock” di 45 giorni con straordinari volontari negli uffici regionali di extranjería, ma i sindacati avvertono che misure temporanee non risolveranno i problemi strutturali di organico.
Dal punto di vista della conformità, le aziende che assumono talenti stranieri in Spagna dovrebbero verificare che i dipendenti abbiano almeno l’autorizzazione provvisoria al lavoro concessa nella fase di “admisión a trámite”; assumere senza questa autorizzazione può comportare multe salate. I consulenti per la mobilità raccomandano inoltre ai lavoratori di conservare copie digitali delle ricevute di presentazione, utili in caso di controlli di polizia o al rientro in Spagna dopo viaggi di lavoro.
Gli analisti politici sottolineano che l’episodio evidenzia l’importanza di una pianificazione accurata della capacità ogni volta che si avviano finestre straordinarie di regolarizzazione. Se l’arretrato dovesse protrarsi fino al 2027, la Spagna rischia di creare una popolazione “ombra” di migranti semi-regolari, né completamente documentati né espellibili, complicando le statistiche sul mercato del lavoro e la raccolta dei contributi sociali.
Fonte: ARA
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