
In un aggiornamento legale discreto ma significativo pubblicato il 9 ottobre 2026, il governo francese ha modificato il consolidato Arrêté del 4 febbraio 2015 che regola i documenti e i visti accettati per l’ingresso nel dipartimento d’oltremare di Mayotte. Il testo rivisto, pubblicato nel Journal officiel e registrato dal sito di monitoraggio giuridico Senatum, introduce condizioni più rigorose che viaggiatori d’affari, turisti e assegnati devono rispettare prima di imbarcarsi per il territorio dell’Oceano Indiano.
Innanzitutto, i passaporti devono ora essere validi per almeno tre mesi *dopo* la data prevista di partenza *oppure* — per chi possiede un visto di lungo soggiorno — tre mesi oltre la scadenza del visto. Il documento non può inoltre avere più di dieci anni e deve contenere almeno due pagine bianche.
In secondo luogo, il decreto specifica che ogni visto per Mayotte sarà rilasciato su una vignetta biometrica numerata individualmente, con validità territoriale stampata chiaramente (“solo Mayotte”). I titolari di visti Schengen per soggiorni brevi devono considerare che il tempo trascorso a Mayotte sarà conteggiato ai fini della regola 90/180 giorni **solo all’interno di Mayotte**; un soggiorno prolungato lì potrebbe comportare sanzioni anche se il viaggiatore rispetta i limiti Schengen altrove.
Terzo, le formalità di frontiera sono state inasprite. Tutti i viaggiatori — inclusi passeggeri di crociere e equipaggi di aviazione privata — devono presentarsi a uno dei punti di controllo designati elencati nell’Allegato I. Sebbene il testo consenta alle guardie di frontiera di “allentare temporaneamente” i controlli in caso di picchi eccezionali di traffico, resta obbligatorio il timbro sul passaporto sia all’ingresso che all’uscita. Le aziende che spostano personale o attrezzature attraverso Mayotte dovranno quindi prevedere tempi supplementari nelle connessioni.
Infine, l’ordinanza ribadisce che i visti per soggiorni brevi non autorizzano permanenze superiori a 90 giorni in un periodo mobile di 180 giorni e sottolinea nuovamente che un visto con la dicitura “Mayotte” è valido **solo** per quel territorio — non per la Francia continentale né per altre collettività d’oltremare francesi. I datori di lavoro multinazionali che ruotano tecnici a Mayotte per progetti di telecomunicazioni, estrazione mineraria o sviluppo dovranno verificare se il personale necessita anche di permessi di lavoro separati per Schengen, Réunion o la Francia continentale.
In termini pratici, i responsabili dei viaggi dovranno aggiornare le lettere di invito, assicurarsi che i passaporti rispettino la nuova regola dei dieci anni e informare i viaggiatori che i soggiorni prolungati — anche involontari — potrebbero ora essere segnalati automaticamente con l’integrazione di Mayotte nel Sistema di Entrata/Uscita UE nel 2027. La polizia di frontiera francese dovrebbe iniziare a far rispettare rigorosamente queste norme nei prossimi giorni, quindi le aziende con viaggi a breve termine devono verificare immediatamente la documentazione.
Innanzitutto, i passaporti devono ora essere validi per almeno tre mesi *dopo* la data prevista di partenza *oppure* — per chi possiede un visto di lungo soggiorno — tre mesi oltre la scadenza del visto. Il documento non può inoltre avere più di dieci anni e deve contenere almeno due pagine bianche.
In secondo luogo, il decreto specifica che ogni visto per Mayotte sarà rilasciato su una vignetta biometrica numerata individualmente, con validità territoriale stampata chiaramente (“solo Mayotte”). I titolari di visti Schengen per soggiorni brevi devono considerare che il tempo trascorso a Mayotte sarà conteggiato ai fini della regola 90/180 giorni **solo all’interno di Mayotte**; un soggiorno prolungato lì potrebbe comportare sanzioni anche se il viaggiatore rispetta i limiti Schengen altrove.
Terzo, le formalità di frontiera sono state inasprite. Tutti i viaggiatori — inclusi passeggeri di crociere e equipaggi di aviazione privata — devono presentarsi a uno dei punti di controllo designati elencati nell’Allegato I. Sebbene il testo consenta alle guardie di frontiera di “allentare temporaneamente” i controlli in caso di picchi eccezionali di traffico, resta obbligatorio il timbro sul passaporto sia all’ingresso che all’uscita. Le aziende che spostano personale o attrezzature attraverso Mayotte dovranno quindi prevedere tempi supplementari nelle connessioni.
Infine, l’ordinanza ribadisce che i visti per soggiorni brevi non autorizzano permanenze superiori a 90 giorni in un periodo mobile di 180 giorni e sottolinea nuovamente che un visto con la dicitura “Mayotte” è valido **solo** per quel territorio — non per la Francia continentale né per altre collettività d’oltremare francesi. I datori di lavoro multinazionali che ruotano tecnici a Mayotte per progetti di telecomunicazioni, estrazione mineraria o sviluppo dovranno verificare se il personale necessita anche di permessi di lavoro separati per Schengen, Réunion o la Francia continentale.
In termini pratici, i responsabili dei viaggi dovranno aggiornare le lettere di invito, assicurarsi che i passaporti rispettino la nuova regola dei dieci anni e informare i viaggiatori che i soggiorni prolungati — anche involontari — potrebbero ora essere segnalati automaticamente con l’integrazione di Mayotte nel Sistema di Entrata/Uscita UE nel 2027. La polizia di frontiera francese dovrebbe iniziare a far rispettare rigorosamente queste norme nei prossimi giorni, quindi le aziende con viaggi a breve termine devono verificare immediatamente la documentazione.
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