
In un’analisi approfondita pubblicata l’8 ottobre 2026, il quotidiano francese Le Monde esamina la rapida moltiplicazione dei controlli alle frontiere interne nell’area Schengen, sottolineando il ruolo centrale della Francia nel normalizzare quella che un tempo era considerata una misura eccezionale. Citando dati della Commissione Europea, l’articolo evidenzia che nove Paesi Schengen mantengono attualmente qualche forma di controllo e che la Francia ha applicato questo regime quasi ininterrottamente per undici anni. Gli esperti intervistati avvertono che il mosaico di reintroduzioni nazionali frammenta il mercato unico e complica la vita dei 1,9 milioni di cittadini UE che ogni giorno attraversano una frontiera interna, inclusi 190.000 che entrano o escono dalla Francia. Gli autotrasportatori denunciano code di ore al traforo del Monte Bianco nei fine settimana più intensi, mentre i poli tecnologici transfrontalieri di Lille-Kortrijk e Ginevra-Annemasse segnalano che il reclutamento di talenti altamente qualificati extra-UE è diventato più difficile, poiché i permessi di soggiorno rilasciati da uno Stato Schengen non garantiscono più viaggi senza intoppi. I funzionari francesi citati dal giornale sostengono che le continue minacce jihadiste e le reti di trafficanti di migranti giustificano i controlli, aggiungendo che il prossimo Sistema Europeo di Entrata/Uscita permetterà in futuro di allentare le verifiche. Tuttavia, gli studiosi di diritto replicano che le proroghe ripetute estendono oltre il previsto il testo del Codice delle Frontiere Schengen, esponendo a possibili ricorsi giudiziari. Per i team di mobilità globale, l’analisi evidenzia una tendenza chiara: le missioni transfrontaliere all’interno dell’UE sono sempre più soggette alle stesse difficoltà di pianificazione e conformità tipiche delle trasferte in “paesi terzi”. Le aziende potrebbero dover prevedere tempi di viaggio più lunghi, fornire lettere di incarico in più lingue e consigliare ai dirigenti di portare con sé prove di alloggio e lettere di invito anche per brevi spostamenti intra-UE.
Fonte: Le Monde
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