
La Svizzera è tornata oggi a Bruxelles, dove il Gruppo di Lavoro sui Visti del Consiglio Europeo si è riunito nell’edificio Justus Lipsius per discutere un fitto ordine del giorno di modifiche alle politiche Schengen. Pur non essendo membro dell’UE, la Svizzera è uno Stato associato a Schengen/Dublino e quindi partecipa ogni volta che si affrontano temi sui visti che alla fine vincoleranno Berna.
Secondo l’avviso ufficiale della riunione (n. 370371), la sessione del 14 ottobre si è concentrata su tre questioni principali: l’implementazione pratica del Sistema di Entrata/Uscita (EES) alle frontiere esterne, le opzioni per il rilascio di visti a validità territoriale limitata (LTV) ai cittadini russi i cui dati biometrici non possono essere raccolti nel loro Paese, e uno scambio di opinioni sulle tempistiche del sistema di autorizzazione di viaggio ETIAS, a lungo ritardato.
Le delegazioni hanno inoltre esaminato le statistiche della Commissione che mostrano un aumento del 17% delle domande di visto C gestite dai consolati Schengen nei primi otto mesi del 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025, un’impennata dovuta principalmente alla domanda accumulata post-pandemia da Cina, India e Golfo.
Per la Svizzera, l’incontro è rilevante perché ogni modifica al Codice dei Visti UE o ai manuali operativi ad esso collegati viene automaticamente recepita nella legislazione svizzera in base all’Accordo di Associazione Schengen. Funzionari della Segreteria di Stato della Migrazione (SEM) hanno dichiarato a Global Mobility News che Berna è particolarmente preoccupata per le implicazioni sulle risorse: «Ogni nuovo livello di sicurezza – prima gli aggiornamenti VIS, poi l’EES e presto l’ETIAS – ci costringe ad adeguare le interfacce IT e a riformare il personale di frontiera negli aeroporti svizzeri e nelle missioni estere», ha spiegato un delegato.
I responsabili della mobilità aziendale dovrebbero tenere a mente due punti chiave immediati. Primo, il Gruppo di Lavoro ha approvato un compromesso che permetterebbe agli Stati Schengen di rilasciare visti LTV validi solo per il Paese di ingresso quando l’acquisizione biometrica è tecnicamente impossibile, accelerando così le delegazioni d’affari poco frequenti provenienti da regioni sanzionate. Secondo, il gruppo ha indicato che la data di avvio di ETIAS probabilmente slitterà ancora, non prima di maggio 2027, concedendo alle multinazionali con sede in Svizzera un po’ più di tempo per aggiornare i profili dei viaggiatori.
Sebbene non siano state prese decisioni definitive – l’adozione formale spetta al Consiglio Giustizia e Affari Interni – l’incontro traccia la direzione politica. I team di mobilità dovrebbero informare i viaggiatori che i tempi di elaborazione dei visti Schengen continueranno ad allungarsi nel 2027-28, prevedendo quindi margini di anticipo maggiori nelle pianificazioni dei progetti.
Secondo l’avviso ufficiale della riunione (n. 370371), la sessione del 14 ottobre si è concentrata su tre questioni principali: l’implementazione pratica del Sistema di Entrata/Uscita (EES) alle frontiere esterne, le opzioni per il rilascio di visti a validità territoriale limitata (LTV) ai cittadini russi i cui dati biometrici non possono essere raccolti nel loro Paese, e uno scambio di opinioni sulle tempistiche del sistema di autorizzazione di viaggio ETIAS, a lungo ritardato.
Le delegazioni hanno inoltre esaminato le statistiche della Commissione che mostrano un aumento del 17% delle domande di visto C gestite dai consolati Schengen nei primi otto mesi del 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025, un’impennata dovuta principalmente alla domanda accumulata post-pandemia da Cina, India e Golfo.
Per la Svizzera, l’incontro è rilevante perché ogni modifica al Codice dei Visti UE o ai manuali operativi ad esso collegati viene automaticamente recepita nella legislazione svizzera in base all’Accordo di Associazione Schengen. Funzionari della Segreteria di Stato della Migrazione (SEM) hanno dichiarato a Global Mobility News che Berna è particolarmente preoccupata per le implicazioni sulle risorse: «Ogni nuovo livello di sicurezza – prima gli aggiornamenti VIS, poi l’EES e presto l’ETIAS – ci costringe ad adeguare le interfacce IT e a riformare il personale di frontiera negli aeroporti svizzeri e nelle missioni estere», ha spiegato un delegato.
I responsabili della mobilità aziendale dovrebbero tenere a mente due punti chiave immediati. Primo, il Gruppo di Lavoro ha approvato un compromesso che permetterebbe agli Stati Schengen di rilasciare visti LTV validi solo per il Paese di ingresso quando l’acquisizione biometrica è tecnicamente impossibile, accelerando così le delegazioni d’affari poco frequenti provenienti da regioni sanzionate. Secondo, il gruppo ha indicato che la data di avvio di ETIAS probabilmente slitterà ancora, non prima di maggio 2027, concedendo alle multinazionali con sede in Svizzera un po’ più di tempo per aggiornare i profili dei viaggiatori.
Sebbene non siano state prese decisioni definitive – l’adozione formale spetta al Consiglio Giustizia e Affari Interni – l’incontro traccia la direzione politica. I team di mobilità dovrebbero informare i viaggiatori che i tempi di elaborazione dei visti Schengen continueranno ad allungarsi nel 2027-28, prevedendo quindi margini di anticipo maggiori nelle pianificazioni dei progetti.
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