
Durante la visita di lavoro di tre giorni del Presidente Guy Parmelin a Nuova Delhi (5-7 ottobre 2026), Svizzera e India hanno firmato due accordi storici volti a rendere più prevedibile e favorevole agli affari la mobilità delle persone tra i due Paesi. Il primo è un Accordo di Partenariato su Migrazione e Mobilità che istituisce un quadro formale per la gestione delle domande di visto, dei rientri e delle richieste di riammisione. Questo è particolarmente rilevante per i datori di lavoro svizzeri, dato che l’India è già la terza fonte più importante di talenti altamente qualificati non appartenenti all’UE in Svizzera, soprattutto nei settori ICT, ingegneria e scienze della vita. L’accordo impegna entrambe le parti a semplificare le procedure per i permessi di lavoro, condividere dati biometrici per combattere le frodi documentali e avviare un dialogo annuale su quote, soglie salariali e coordinamento della sicurezza sociale. Il patto dovrebbe ridurre i tempi medi di elaborazione dei visti di lavoro indiani (attualmente circa 8-10 settimane) e fornire alle autorità cantonali criteri più chiari per i test del mercato del lavoro.
Il secondo accordo lancia un programma di “Scambio per Giovani Professionisti”. Ogni anno fino a 400 laureati svizzeri e 400 indiani, di età compresa tra 18 e 35 anni, potranno svolgere tirocini retribuiti della durata di 6-24 mesi nel Paese partner. I partecipanti riceveranno un visto rapido, un permesso di soggiorno semplificato e una copertura di sicurezza sociale portabile. Le multinazionali con attività in entrambi i mercati – come ABB, Novartis e TCS Svizzera – avranno così un modo flessibile per ruotare il personale junior senza intaccare le rigide quote per i cittadini di Paesi terzi.
Oltre ai visti, la visita ha prodotto memorandum sulla reciproca validazione delle qualifiche professionali e sul potenziamento digitale delle competenze. Il Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR) ritiene che ciò aiuterà le PMI svizzere a colmare le vacanze specializzate nel settore IT, che le risorse nazionali e UE/EFTA non riescono a soddisfare. Dall’altra parte, l’India spera che un accesso facilitato agli apprendistati svizzeri alimenti il proprio programma Skill India.
Per i responsabili della mobilità globale, il messaggio immediato riguarda i tempi: Berna aprirà la prima finestra per le domande del programma Giovani Professionisti il 1° gennaio 2027, mentre l’accordo migratorio più ampio sarà integrato nell’Ordinanza sugli stranieri e l’integrazione (OASI) entro metà 2027. Le aziende che pianificano incarichi per il 2027 dovrebbero già considerare questi nuovi canali – e il minore carico amministrativo – nei loro modelli di pianificazione del personale.
Il secondo accordo lancia un programma di “Scambio per Giovani Professionisti”. Ogni anno fino a 400 laureati svizzeri e 400 indiani, di età compresa tra 18 e 35 anni, potranno svolgere tirocini retribuiti della durata di 6-24 mesi nel Paese partner. I partecipanti riceveranno un visto rapido, un permesso di soggiorno semplificato e una copertura di sicurezza sociale portabile. Le multinazionali con attività in entrambi i mercati – come ABB, Novartis e TCS Svizzera – avranno così un modo flessibile per ruotare il personale junior senza intaccare le rigide quote per i cittadini di Paesi terzi.
Oltre ai visti, la visita ha prodotto memorandum sulla reciproca validazione delle qualifiche professionali e sul potenziamento digitale delle competenze. Il Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR) ritiene che ciò aiuterà le PMI svizzere a colmare le vacanze specializzate nel settore IT, che le risorse nazionali e UE/EFTA non riescono a soddisfare. Dall’altra parte, l’India spera che un accesso facilitato agli apprendistati svizzeri alimenti il proprio programma Skill India.
Per i responsabili della mobilità globale, il messaggio immediato riguarda i tempi: Berna aprirà la prima finestra per le domande del programma Giovani Professionisti il 1° gennaio 2027, mentre l’accordo migratorio più ampio sarà integrato nell’Ordinanza sugli stranieri e l’integrazione (OASI) entro metà 2027. Le aziende che pianificano incarichi per il 2027 dovrebbero già considerare questi nuovi canali – e il minore carico amministrativo – nei loro modelli di pianificazione del personale.
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